Sospensione del giudizio e termine per promuovere il tentativo di conciliazione

D: Ma è proprio indispensabile il tentativo di conciliazione e dover proporre la relativa domanda quando è già chiaro che un accordo non sarà mai trovato tra me
ed il mio datore di lavoro?

R: L’espletamento del tentativo di conciliazione costituisce condizione di procedibilità della domanda. L’improcedibilità deve essere eccepita dal convenuto nella memoria
difensiva e può essere rilevata d’ufficio dal giudice.

Il giudice, ove rilevi che non è stato promosso il tentativo di conciliazione ovvero che la domanda giudiziale è stata presentata prima dei 60 giorni dalla promozione del
tentativo stesso, sospende il giudizio e fissa alle parti il termine perentorio di sessanta giorni per promuovere il tentativo di conciliazione. Trascorso il termine il processo può
essere riassunto entro il termine perentorio di 180 giorni.

Ove il processo non sia stato tempestivamente riassunto, il giudice dichiara d’ufficio l’estinzione del processo. Il mancato espletamento del tentativo di conciliazione non preclude la
concessione dei provvedimenti speciali d’urgenza e di quelli cautelari previsti.

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