Solisti di Pavia

 

Enrico Dindo, fondatore dell’orchestra (9 dicembre 2001) ha recentemente festeggiato al Fraschini i sette anni dalla nascita de I Solisti di Pavia.

In questi anni il gruppo musicale ha realizzato cicli di concerti nelle chiese cittadine, concerti nel Teatro di residenza, ma anche una ricca e prestigiosa tournée
all’estero (recentemente a Malta, luglio 2008). Lunedì 23 febbraio 2009, alle ore 21.00 inizia la programmazione dei concerti al Fraschini, il programma prevede la Sinfonia
per archi n.2

di Felix Mendelssohn, il Concerto per violoncello in do maggiore di Franz Joseph Haydn, la serenata per archi e il cantabile di Pëtr Il’ič Čajkovskij.

Musicisti solisti: Marco Rogliano, violinista romano diplomato al Conservatorio di Santa Cecilia, lo stesso Enrico Dindo al violoncello.

PROVA APERTA PER LE SCUOLE

130 studenti delle scuole pavesi Leonardo Da Vinci, Felice Casorati, Ugo Foscolo, San Giorgio, hanno aderito al progetto scolastico di avvicinamento alla musica classica, nato in
collaborazione tra Fondazione Fraschini ed Ufficio Scolastico Provinciale. Assisteranno gratuitamente alle prove del concerto nel pomeriggio del 23 febbraio, guidati dal maestro Enrico
Dindo.

ACQUISTO BIGLIETTI

Biglietteria del Teatro Fraschini, da lunedì a sabato, orari: dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 19.

La biglietteria apre anche un’ora prima di ogni spettacolo

Informazioni Tel. 0382/371214
Vendita on-line www.teatrofraschini.it
Biglietti da 20,00 a 8,00 euro

Note a cura di Mariateresa Dellaborra

Come cantore nell’accademia di canto a Berlino, come allievo del rigoroso maestro Zelter, direttore della Singakademie, e ascoltando le esecuzioni della sorella Fanny, maggiore di
tre anni, Felix Mendelssohn (1809-1847) fin dai primi anni di studio poteva avvicinare con una certa facilità i grandi modelli musicali del passato e conoscerne diversi generi e
stili. Provenendo da una famiglia agiata, inoltre, poteva acquistare le composizioni del momento direttamente dai più importanti editori e impratichirsi così con le opere
di C. P. E. Bach, Haydn, Mozart, Rossini e Beethoven.

È logico dunque che i suoi primi esperimenti compositivi risentano fortemente degli studi effettuati e ricalchino modelli formali classici. Tra queste prove si annoverano anche
le dodici sinfonie per archi che risalgono agli anni 1821-1823. Esse mostrano uno sviluppo lineare, rapido, non complesso, rivelando i modelli di riferimento e mostrando gli sforzi per
padroneggiare la tecnica di composizione e l’impianto formale nonché la ricerca di specifici effetti sonori. La seconda sinfonia risente dunque, soprattutto nel primo
movimento, di un formalismo di maniera, ma il movimento lento in minore, che inizia con un severo canone tra i primi e secondi violini, si presenta molto ben riuscito e lascia presagire
uno spirito innovativo.

Durante il periodo di attività presso Nicolaus Esterházy, detto il «Magnifico», nella splendida residenza di Esterház sul lago di Neusiedl, battezzata
la «seconda Versailles», Franz Joseph Haydn (1732-1809) poteva impegnarsi liberamente nella composizione musicale e prefiggersi sperimentazioni soprattutto di natura tecnica
pensando agli eccellenti strumentisti di cui la residenza era dotata. Il Konzertemeister era l’ottimo violinista Luigi Tomasini e al suo fianco, per bravura, senza dubbio stava il
violoncellista Joseph Weigl. A lui viene dedicato tra il 1761 e il 1765 il concerto per violoncello in do maggiore, la pagina probabilmente più conosciuta ed apprezzata dagli
strumentisti di ogni epoca.

L’accompagnamento strumentale è assicurato da un tessuto di quattro voci nel quale gli strumenti a fiato non sono presenti e le parti solistiche sono molto virtuosistiche.
Il primo movimento non si distacca fortemente dagli altri concerti solistici ed è ravvivato da una particolare inventiva tematica che nel secondo solo si trasforma in esuberante
e vigorosa. Il movimento lento è in forma sonata con tre ritornelli che consentono un vero e proprio dialogo tra solista e orchestra. Il conclusivo Allegro molto è
dominato da una potenza compositiva stimolante oltre che da un’affascinante tecnica di sviluppo ed elaborazione del materiale.

L’Andante cantabile di Pëtr Il’ič Čajkovskij, coincide con il secondo movimento del Quartetto n.1 in re maggiore op. 11 composto nel 1871 e soltanto in
seguito adattato dall’autore per violoncello e archi, pensando specificamente ad un interprete d’eccezione quale era Anatoly Brandukov, esponente di spicco della scuola
violoncellistica russa. Il quartetto, che già alla prima esecuzione aveva riscosso apprezzabili commenti grazie agli splendidi interpreti (tra cui il violinista Ferdinand Laub e
il violoncellista Wihlem Fitzenhagen) e alla sapiente e completa padronanza della scrittura strumentale, fu applaudito ampiamente anche nell’adattamento allo solistico timbro del
violoncello e all’organico ampliato.

La nuova compagine cameristica ha senza dubbio vivacizzato lo spirito popolareggiante della pagina e esaltato maggiormente alcuni aspetti della creazione melodica basata sul tema russo
«Vanja era seduto sul divano e fumava la pipa», già armonizzato dall’autore per pianoforte a quattro mani. Il primo tema, dolce e accattivante, dotato di una
metrica irregolare, si contrappone a un secondo, più uniforme e incalzante, molto vicino allo spirito della danza. Lo sviluppo si arricchisce di nuovi spunti, confermando il
carattere di semplice melodia accompagnata, e la coda conduce felicemente morendo attraverso continue variazioni.

Incerto tra una sinfonia e un quintetto d’archi, Cajkovskij destinò la composizione, scritta tra il settembre e l’ottobre 1880, al complesso dell’orchestra
d’archi con l’intitolazione di Serenata op. 48. Il modello era la serenata settecentesca, genere di intrattenimento, e lo scopo quello di creare una partitura classica
destinandola a un’orchestra di strumenti affini. L’idea incontrò il plauso del pubblico e l’opera entrò regolarmente nei cartelloni concertistici. La
struttura è quella di una sonatina – come dichiarato dall’autore stesso – in quattro movimenti. Il primo è un Andante non troppo che introduce, al pari
dell’Allegro moderato seguente, canti popolari già utilizzati dal compositore.

Il Valzer successivo, Moderato, propone una forma bitematica tripartita nella quale si insinuano asimmetrie raffinate, a cominciare dalla metrica irregolare del tema iniziale e da
un’interessante strumentazione che coinvolge in modo paritario tutti gli archi. Il Larghetto elegiaco successivo appare quasi un’aria operistica con il canto affidato ai
primi violini e l’accompagnamento distribuito fra le restanti sezioni. Dopo una cadenza, si ripresenta l’introduzione iniziale omofona seguita dalla coda in cui appare un
inciso nuovo, di carattere patetico. Il Finale, è incentrato su un vivacissimo tema russo, che deriva dal tema introduttivo, incentrato su un semplice schema ritmico che circola
in tutti gli strumenti con le debite varianti armoniche e timbriche.

ENRICO DINDO

Enrico Dindo nel dicembre 2001 dà vita all’orchestra da camera I Solisti di Pavia di cui è direttore musicale e all’Accademia Musicale di Pavia dove è
docente della cattedra di violoncello.

Inizia a sei anni lo studio del violoncello diplomandosi presso il Conservatorio «G. Verdi» di Torino. Successivamente si perfeziona con Egidio Roveda e con Antonio Janigro.
A soli 22 anni, nel 1987, ricopre il ruolo di primo violoncello solista nell’Orchestra del Teatro alla Scala, ruolo che manterrà per undici anni, fino al 1998.

Nel 1997 conquista il Primo Premio al Concorso «ROSTROPOVICH» di Parigi, il grande maestro russo scrive di lui: «… è un violoncellista di straordinarie
qualità, artista compiuto e musicista formato e possiede un suono eccezionale che fluisce come una splendida voce italiana».

Da quel momento inizia un’attività da solista che lo porta ad esibirsi in moltissimi paesi, con orchestre prestigiose come la BBC Philharmonic Orchestra, la Rotterdam
Philarmonic Orchestra, l’Orchestre Nationale de France, l’Orchestre du Capitole de Toulouse, la Filarmonica della Scala, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai,
l’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, la Filarmonica di San Pietroburgo, l’Orchestra Sinfonica di Stato di Sao Paulo, la Tokyo Symphony Orchestra, la Toronto
Symphony Orchestra e la Chicago Symphony Orchestra ed al fianco di importanti direttori tra i quali Riccardo Chailly, Aldo Ceccato, Gianandrea Noseda, Myung-Whun Chung, Paavo Jarvj,
Valery Gergev, Riccardo Muti e lo stesso Mstislav Rostropovich.

Nel Maggio 2000 gli è stato conferito dall’Associazione Nazionale Italiana Critici Musicali il Premio «Abbiati» come miglior solista nella Stagione 1998/99,
nell’Agosto 2004 è stato nominato vincitore assoluto della Sesta International Web Concert Hall Competition e nel Novembre 2005 gli è stato consegnato dal Presidente
della Repubblica Carlo Azelio Ciampi il Premio Vittorio De Sica per la musica. Nel Febbraio 2007 è stato nominato Direttore Stabile dell’Orchestra Sinfonica di Sanremo ed
è entrato a far parte del Comitato d’indirizzo della Gioventù Musicale d’Italia.

MARCO ROGLIANO

Gli è stato conferito il Premio Scanno 2008 per la Musica con la seguente motivazione: «Internazionalmente riconosciuto come uno dei violinisti italiani più
significativi del nostro tempo. La sua particolare attenzione per la ricerca musicale gli ha permesso di arricchire il suo repertorio e di proporre nei concerti e nelle registrazioni
discografiche opere di rara esecuzione.Incluso stabilmente nei principali cartelloni concertistici internazionali e nei cataloghi di prestigiose case discografiche ha sempre ottenuto
grandi consensi di critica e di pubblico».

Nato a Roma nel 1967 dimostra presto il suo talento musicale cominciando lo studio del pianoforte a 7 anni e del violino a 8 per poi proseguirlo con Antonio Salvatore al Conservatorio
«S.Cecilia» diplomandosi con il massimo dei voti e la lode. Appena ventenne viene premiato al Concorso Violinistico Internazionale «Valentino Bucchi» di Roma e
nel 1989 fa il suo primo debutto all’estero vincendo la «Selezione per Giovani Solisti» di Helsingborg (Svezia) con il Concerto di J.Sibelius diretto dal finlandese Ari
Rasilainen alla guida della Helsingborg Symphony Orchestra.

Nel 1991 viene ammesso nella classe di Ruggiero Ricci alla Hochschule fur Musik «Mozarteum» di Salisburgo, frequenta i Corsi di Musica da Camera dell’Accademia Chigiana di
Siena con Riccardo Brengola e successivamente si perfeziona con Salvatore Accardo all’Accademia «W.Stauffer» di Cremona. Nel 1993 debutta come solista alla Sala Ciajkovskij
di Mosca con l’Orchestra della Radio/Tv, nel 1998 alla Herkulessaal di Monaco di Baviera come laureato del 47° Concorso Internazionale della ARD e, vincendo la «East and West
Artists New York International Selection», debutta nel 2003 alla Carnegie Hall di New York.

E’ stato invitato come solista da Istituzioni ed Enti come l’Orch. Sinf. Nazionale della RAI, l’Orch.Sinf.Siciliana (dir.Gunter Neuhold), I Pomeriggi Musicali di Milano
(dir.Franco Petracchi), l’Orch.del Teatro di S.Carlo di Napoli, l’Orch.da Camera Italiana (dir.S.Accardo), l’Orch.di Roma e del Lazio, l’Istituz.Sinf.Abruzzese ed ha tenuto
recital per la Filarmonica di S.Pietroburgo, la Casals Hall e la Asahi Hall di Tokyo, il Prinzregententeather di Monaco, il Musikgebouw di Amsterdam, il Teatro Alla Scala di Milano, il
Regio di Parma, il Teatro S.Carlo di Napoli, Accademia S.Cecilia di Roma.

Nel 1996 Salvatore Accardo lo invita personalmente come Primo Violino Solista della sua Orchestra da Camera Italiana; dal 2001 ricopre lo stesso ruolo nell’Ensemble Cameristico
«I Solisti di Pavia» fondato e diretto da Enrico Dindo.

Già titolare in Musica da Camera presso il Conservatorio di Rovigo è attualmente responsabile del Triennio cameristico e del Biennio di Secondo Livello in Violino al
Conservatorio «G.B.Pergolesi» di Fermo. E’ docente di Violino presso l’Accademia Musicale di Pavia. Suona un violino Nicola Bergonzi (Cremona 1790) affidatogli
dalla Fondazione Maggini di Langenthal (Svizzera).

Si è inoltre esibito con importanti strumenti di Stradivari come il Cremonese 1715, il Da Vinci 1725 e l’ex-Francescatti 1727. Tra i suoi numerosi impegni previsti per il
2009 meritano particolare attenzione il concerto dell’1 febbraio nella Sala della Filarmonica di Berlino,solista accanto ad Ingolf Turban con i Berliner Symphoniker sotto la
direzione del Maestro Shambadal ed il debutto in Cina programmato il 18 luglio con l’esecuzione del Quarto Concerto di Paganini assieme all’Orch. Sinf. di Macao.

 

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