Socio amministratore e lavoratore : l'Inps conferma la doppia iscrizione

Nonostante la Cassazione con sentenza n. 20886 del 5 ottobre 2007 ha statuito che è incompatibile per il socio amministratore e lavoratore di srl commerciale la doppia iscrizione alla
gestione commercianti e alla gestione separata, l’Inps con nota del 4 dicembre 2007 rende noto che l’Ente rivedrà le proprie posizioni, assunte in sede di applicazione della normativa
vigente, solo in presenza di un consolidato orientamento della giurisprudenza di legittimità.
Ciò sta a significare che l’Inps “prudenzialmente” attende altre sentenze di legittimità univoche anziché affrontare da subito la problematica della doppia imposizione
contributiva e che nulla cambierà nell’immediato in riferimento alle posizioni previdenziali dei soci amministratori e lavoratori di società commerciali.

Eppure la norma di cui all’articolo all’art. 1 comma 208 della Legge 23 dicembre 1996, n. 662 parla chiaro: “Qualora i soggetti di cui ai precedenti commi esercitino contemporaneamente, anche
in un’unica impresa, varie attività autonome assoggettabili a diverse forme di assicurazione obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti, sono iscritti
nell’assicurazione prevista per l’attività alla quale gli stessi dedicano personalmente la loro opera professionale in misura prevalente. Spetta all’Istituto nazionale della previdenza
sociale decidere sulla iscrizione nell’assicurazione corrispondente all’attività prevalente. Avverso tale decisione, il soggetto interessato può proporre ricorso, entro 90 giorni
dalla notifica del provvedimento, al consiglio di amministrazione dell’Istituto, il quale decide in via definitiva, sentiti i comitati amministratori delle rispettive gestioni
pensionistiche”.

Questa norma disciplina l’ipotesi nella quale un soggetto svolga un’attività che, all’interno dell’impresa, potrebbe condurre all’iscrizione all’una o all’altra gestione. La scelta di
una o dell’altra gestione è diretta ad evitare un’ingiusta duplicazione d’una contribuzione riferibile ad una sola fonte di reddito.

Tuttavia, bisognerà attendere altre pronunce della Suprema Corte (se e quando ci saranno) per poter sperare nella corretta applicazione della normativa vigente da parte dell’Istituto.

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