Sicurezza, Formigoni: «coinvolgere sindaci e regioni»

Lombardia – «La valorizzazione del ruolo dei sindaci (ai quali vanno conferiti più poteri), un forte coordinamento affidato alle Regioni e un sistema legislativo efficace e
adeguato da parte dello Stato: sono questi i tre pilastri su cui si dovrebbe basare un’efficace politica della sicurezza» lo ha dichiarato oggi il presidente della Regione Lombardia,
Roberto Formigoni, nel suo intervento agli «Stati generali della sicurezza 2007», organizzato dall’assessorato alla Protezione Civile, Prevenzione e Polizia locale in collaborazione
con vari istituti, tra i quali Irer ed Iref.

«Il tema della sicurezza – ha spiegato il presidente lombardo – non è circoscrivibile ad un solo livello istituzionale o a una sola dimensione territoriale e non sono quindi
ammissibili politiche parziali e unidirezionali. Ecco perché il pacchetto sicurezza in approvazione al Parlamento non ci convince affatto.
Il ministro Amato sembrava aver capito dapprincipio la gravità del problema ma alla fine la montagna ha partorito il topolino e ora ci troviamo di fronte a un compromesso al ribasso che
ha giustamente scatenato le ire dei sindaci di tante parti d’Italia. Solo il coinvolgimento di tutti i livelli istituzionali può invece consentirci di affrontare il problema in tutte le
sue dimensioni, senza cadere nell’errore di una miriade di provvedimenti comunali isolati, ma senza nemmeno ricercare a tutti i costi un’uniformità di soluzioni che non è adeguata
a realtà così diverse come quelle che presenta il nostro Paese».

Secondo Formigoni quello della sicurezza è uno dei temi prioritari sui quali le istituzioni si devono confrontare, «anche perché – ha aggiunto – è percepito sempre
più dai cittadini come un indicatore fondamentale di un’autentica qualità di vita. Da parte sua Regione Lombardia ne ha fatto l’asse trasversale di tutte le proprie politiche,
dalla lotta all’inquinamento alla prevenzione idrogeologica, dalla lotta alla microcriminalità alle azioni per azzerare incidenti stradali e infortuni sul lavoro. Siamo consapevoli che
la nostra regione è una delle più sicure d’Europa, ma questo non fa che spronarci ad ascoltare ogni segnale di criticità e ogni richiesta di intervento: da qui la scelta di
dar vita a politiche integrate vista sia la complessità dei diversi ambiti di rischio e di azione sia la pluralità dei soggetti coinvolti».

Formigoni ha quindi ricordato come Regione Lombardia si stia muovendo su varie direttrici «assumendosi sempre le proprie
responsabilità«: in particolare è in corso l’elaborazione di un ‘Codice regionale della sicurezza’, «uno strumento assolutamente innovativo che ha come obiettivo la
creazione di un sistema integrato delle politiche per la sicurezza, anticipando a livello giurisprudenziale un nuovo fronte di richiesta di autonomia regionale». Infine, il presidente
lombardo ha sottolineato l’importanza dell’educazione e della prevenzione.
«La consapevolezza ed il coinvolgimento responsabile dei cittadini – ha spiegato – rappresentano la prima condizione per l’efficacia delle soluzioni. Da nuove forme di educazione passa
infatti la possibilità di un rapporto di fiducia con lo Stato.
E’ questo il lato positivo della sfida che ci attende, che deve coinvolgere diversi attori, in primis la scuola e la famiglia».

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