Si rafforza la collaborazione tra Regione Toscana e Slow food

Firenze – Si rafforza il legame tra Regione Toscana e l’associazione Slow food per la realizzazione di iniziative sul tema dell’educazione alimentare, della salvaguardia della
biodiversità, dello sviluppo di un’alimentazione rispettosa delle identità locali, nella sua ultima seduta la giunta regionale, su proposta dell’assessore regionale
all’agricoltura Susanna Cenni ha infatti approvato il sostegno della Regione al programma di Slow food per il 2008.

Il pacchetto di iniziative che verranno sostenute dalla regione comprende programma didattici educazione alimentare (gli orti scolastici, destinati agli alunni delle scuole elementari), la
partecipazione della Toscana a eventi su scala nazionale e internazionale (da Slow fish al Salone del gusto) e la realizzazione della rete toscana di Terra madre, finalizzata a mettere in
connessione istituzioni, produttori, ristoratori, associazioni, per promuovere la salvaguardia della biodiversità.

L’atto della giunta, che prevede un finanziamento complessivo di 190.000 euro, dà sostanza al protocollo d’intesa tra Regione e Slow food sottoscritto nel 2006. «Sui temi di
un’agricoltura sostenibile, di un’alimentazione responsabile e attenta alla salvaguardia del patrimonio naturale e delle tradizioni Regione Toscana e Slow food hanno trovato, ormai da tempo, un
terreno comune» ha detto l’assessore regionale all’agricoltura Susanna Cenni. «Le iniziative promosse da Slow food rappresentano un’opportunità preziosa per valorizzare e
comunicare azioni per la valorizzazione di un’agricoltura di qualità, di difesa della biodiversità, di accorciamento delle filiere produttive che sono alla base del nostro lavoro
e delle nostre strategia. Ed è significativo per noi che motore di questi eventi sia l’associazionismo: il segno che politica e società civile possono saldarsi virtuosamente per
perseguire insieme finalità condivise. Importante, infine, nel rapporto con Slow food è la possibilità di perseguire gli stessi obiettivi su scala locale e globale: penso
sia alla rete di Terra madre, voluta da Slow food, che alla rete delle donne per la biodiversità promossa direttamente dalla Regione».

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