Sì al riconoscimento vocale per cambiare la password

Il Garante della privacy ha detto sì al rilevamento delle impronte vocali per la creazione di un sistema di riconoscimento biometrico dei dipendenti.
L’utilizzo del sistema, in particolare, era stato richiesto da una multinazionale, che ne aveva giustificato la necessità sottolineando la possibilità di gestire i dai in modo
più sicuro e di reimpostare automaticamente la password necessaria per accedere ai sistemi informatici.
Il Garante, dunque, ha osservato che il sistema consente di garantire un elevato livello tecnologico di sicurezza, poichè l’impronta vocale non può essere ricostruita e, quindi,
diventa inutilizzabile per altri scopi.
Il sistema di rilevamento biometrico, infatti, si basa sull’identificazione dell’utente attraverso l’elaborazione dell’impronta vocale, registrata e memorizzata su un server, mentre la
trasmissione viene effettuata mediante l’uso di una rete protetta.
Nella fase di avvio del sistema, i dipendenti della società pronunciano per quattro volte tre coppie di parole in modo da registrare della voce e le informazioni vocali vengono
trasformate in un modello di riferimento digitale («template«) che il sistema confronta con le parole pronunciate dall’utente che intende cambiare password. In questo
modo, il sistema può accertare l’identità dell’utente e impostare e comunicare automaticamente la parola chiave.
Il Garante, comunque, ha disposto che la società debba prevedere uno strumento alternativo per variare le password, informare i dipendenti sul trattamento dei dati biometrici, acquisirne
il consenso e procedere alla cancellazione dei dati all’atto della cessazione del rapporto di lavoro.

Garante per la protezione dei dati personali, provvedimento 28 febbraio 2008

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