Seitan: la carne falsa, buona, economica
20 Settembre 2012
Seitan: la carne che non è carne, alimento sempre più apprezzato data la ricerca di salute e consumi alternativi da parte di un numero crescente di cittadini.
Il Seitan nasce in Giappone con il nome di kofu, glutine di grano, alimento impiegato dai praticanti dello zen. Tuttavia, Europa orientale ed Italia, presentano ricette simili, presenti nei
testi della tradizione con il nome di carne dei poveri.
Oggi, il Seitan propriamente dette si ottiene della farina di cereali: frumento, kamut, farro.
Tal farina viene investita con acqua, poi l’impasto viene lavato con acqua corrente, in modo da eliminare l’amido ed ottenere il glutine. Questo viene poi fatto bollire insieme ad salsa di
soia, allo zenzero, al sale marino, all’alga kombu e ad altri aromi .
Esotismo a parte, il Seitan si diffonde grazie ad un curriculum fatto di doti oggettive.
Per cominciare, i suoi alti livelli di proteine (20% del totale) lo rendono simile alla carne rossa, perfetto per chi vuole cambiare dieta senza fare un salto troppo brusco. Ciò detto,
il Seitan perde i difetti degli alimenti ad origine animale: è quindi facilmente digeribile, ha pochi grassi e non contiene colesterolo.
Inoltre, grazie alla soia, aiuta a gestire il colesterolo LDL (colesterolo cattivo), diventando prezioso alleato di soggetti come le donne in meno pausa. Ecco poi lo zenzero, che stimola i
succhi gastrici e di conseguenza la digestione. Infine, le alghe kombu sono un deposito di minerali: magnesio, ferro e fosforo.
Matteo Clerici





