Sale l'export alimentare, ma nell'UE siamo fanalino di coda

Migliora l’export agroalimentare italiano, ma l’incidenza fra esportazioni e fatturato totale del settore è ampiamente sotto la media comunitaria. per colmare il gap occorre puntare
sulla comunicazione: Agrifood mette al servizio delle PMI agroalimentari italiane l’esperienza di McCann Erikson, leader mondiale della pubblicità.

Verona – In crescita nel 2007 l’export alimentare italiano, che solo per le preparazioni alimentari ha messo a segno, secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, un aumento del 6% nei
primi cinque mesi rispetto allo stesso periodo del 2006, raggiungendo quota 2,5 miliardi di euro.

Nonostante l’andamento positivo degli ultimi anni, però, l’incidenza delle esportazioni rispetto al fatturato totale del settore è molto bassa. Basti pensare al gap esistente con
la Francia e la Germania, Paesi dove si arriva rispettivamente al 20 e 22%, contro il 15,2% nazionale messo a segno nel 2006. Quest’ultimo risultato, che comunque è stato il migliore
dell’ultimo decennio con un valore dell’export di 16,7 miliardi di euro ( 7,7% rispetto al 2005), è addirittura più basso della media comunitaria, attestata al 18%.

Impostare efficaci strategie di comunicazione e marketing che portino il made in Italy alimentare sulle tavole dei consumatori in tutto il mondo diventa quindi strategico. Ad Agrifood ne
parlerà McCann Erikson, il gruppo più importante al mondo nella comunicazione e partner di alcune delle più importanti aziende alimentari italiane e multinazionali, in un
workshop dedicato agli operatori del settore. Come partner di Agrifood, la più importante agenzia pubblicitaria del mondo darà consulenza personalizzata alle aziende espositrici.

Con questa iniziativa, Agrifood – Salone internazionale dell’alimentare made in Italy, in programma a Verona dal 16 al 18 novembre (www.agrifoodweb.it), dimostra quale è la
priorità della sua seconda edizione: far crescere le conoscenze e le opportunità delle PMI agroalimentari nazionali orientate all’export, per dare al sistema produttivo italiano
gli strumenti per realizzare performance al passo con quelle di altri Paesi con tradizioni alimentari simili alla nostra.

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