Saldi: legittima la sostituzione del prodotto difettoso

Da qualche giorno sono iniziati i saldi e con essi le lamentele dei consumatori che riguardano per la maggior parte la sostituzione dei prodotti fallati o difettosi, il fatto è che molti
negozianti -rileva l’Unione Nazionale Consumatori- continuano a far finta di non sapere che sono responsabili del difetto del prodotto ai sensi degli articoli 128 e seguenti del Codice del
consumo (Decreto legislativo n° 206/2005), che sia in saldo o che non lo sia e che sono tenuti ad eliminare il difetto, a sostituire il prodotto o rimborsare il prezzo qualora tali rimedi
non siano possibili.

Ed è pertanto illegittimo il rifiuto dei negozianti -prosegue la nota dell’Associazione- alla restituzione del denaro (nel caso in cui riparazione e sostituzione non siano possibili) e
non è plausibile la scusa dell’impossibilità di annullare fiscalmente l’operazione di cassa anche nei giorni successivi all’acquisto. A smentire i negozianti è ancora una
volta la legge, vale a dire l’articolo 8 del decreto ministeriale 30 marzo 1992 e una successiva circolare del Ministero delle Finanze del 5 giugno 1992. Infatti il registratore di cassa ha,
proprio a questo scopo, il tasto per evidenziare sullo scontrino «eventuali rimborsi per restituzione di vendite».

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