Saldi anticipati, posticipati, regolari

La stagione dei saldi e’ alle porte e tutti fanno finta di fregarsi le mani per le occasioni che ci saranno (consumatori) e per i buoni affari che le vendite pre-natalizie hanno fatto invece
mancare (commercianti), è un gioco delle parti che va avanti da alcuni anni, dove le uniche ad avvantaggiarsene apparentemente sono le amministrazioni regionali, che vogliono far credere
di avere un potere in materia e di poter quindi condizionare e indirizzare l’economia del loro territorio.

Ma non e’ così e, per l’appunto, tutti lo sanno. Gli sconti ci sono stati già prima di Natale, i negozi cosiddetti outlet sono all’ordine del giorno e sono letteralmente presi
d’assalto, i database dei negozi un po’ più «in» sono già stati utilizzati per avvisare i propri clienti che presentandosi con cartoncino che e’ giunto a casa avranno
uno sconto di xx sul prezzo esposto. Questi ultimi, prima di Natale e in questi giorni, sono statti tutto sommato nella media stagionale e quando apparirà la magica scritta
«saldi», i prezzi di riferimento su cui e’ stato applicato lo sconto sono stati quasi sempre aumentati ad arte.

Il gioco dell’ipocrisia del «regalo obbligatorio quanto spesso inutile e brutto del Natale in cui tutti siamo obbligatoriamente più altruisti e più buoni», trova nei
saldi il suo momento finale e l’inizio di una nuova stagione di altrettanta ipocrisia. Ma se l’ipocrisia del regalo di Natale e’ un fatto comportamentale individuale e quindi accettabile, anche
se fortissimamente indotto da un mercato asfittico di offerte, l’ipocrisia dei saldi e’ un grave fatto istituzionale e normativo che serve solo a confermare la distanza e l’ostilità
delle istituzioni dai cittadini consumatori. Al tutto non c’e’ rimedio lampo, ma che almeno le istituzioni non si comportino come uno spot pubblicitario… non ci sembra una richiesta astrusa.

Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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