Saldi: ADOC, solo il 53% ha fatto acquisti, spesa media di 100 euro a persona, il 10% in meno del 2008

Saldi: ADOC, solo il 53% ha fatto acquisti, spesa media di 100 euro a persona, il 10% in meno del 2008

A due settimane circa dal termine della stagione dei saldi l’Adoc traccia un consuntivo dei risultati finora raggiunti. Secondo le rilevazioni dell’Associazione, solo poco più della
metà dei consumatori, il 53,1%, ha effettuato acquisti, per una spesa media di 100 euro a persona.

“Secondo i sondaggi finora effettuati dall’Adoc il 46,9% dei consumatori non ha effettuato acquisti durante i saldi – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – e solo il 19,6% ha avuto un
budget di spesa superiore ai 100 euro. Il 20,7% ha speso massimo 100 euro per i propri acquisti, mentre il 12,8% si è imposto un tetto di spesa di 50 euro. Mediamente, la spesa a famiglia
è sui 200 euro, il 10% in meno del 2008, quando la spesa fu di 220 euro per nucleo.
La contrazione della spesa è diretta conseguenza della crisi economica in corso, le famiglie tagliano i propri consumi soprattutto sui beni secondari, quali abbigliamento e calzature.”
Secondo l’Adoc a patire maggiormente lo stato di crisi sono i piccoli commercianti, svantaggiati rispetto alla Gdo.
“Gli acquisti dei consumatori nei negozi al dettaglio di abbigliamento e calzature sono complessivamente calati dell’11% rispetto all’anno scorso, fino a questo momento – continua Pileri – anche
gli outlet e i centri commerciali stanno registrando un calo di presenze, pari al 3%. Questi dati confermano le preoccupazioni espresse dall’Adoc e non recepite da enti locali, Governo e
commercianti. I piccoli esercizi stanno attraversando una crisi nera, c’è il rischio di un grave collasso.
Soprattutto nel centro storico e nei quartieri periferici botteghe, artigiani e negozianti al dettaglio stanno scomparendo o sono costretti a ridurre considerevolmente l’offerta.
Oltre a creare un danno sia culturale che economico, creano un problema serio anche per tutti coloro che sono impossibilitati ad accedere ai centri commerciali, in primis gli anziani. Occorre
sforzarsi e trovare soluzioni, di concerto con Governo, commercianti ed enti locali, per risolvere questo grave problema.
L’Adoc, per tutelare i consumatori, diffonde il catalogo antitruffa e controllerà i prezzi dei prodotti a saldo “Per prevenire il cliente da odiose bufale – conclude Pileri – pubblichiamo
il decalogo di consigli anti-truffa, di supporto nella scelta dell’acquisto migliore. Inoltre, manderemo i nostri sceriffi a monitorare i prezzi dei prodotti a saldo.
E’ importante capire se i prezzi vengono aumentati prima dell’inizio dei saldi, se i prodotti sono effettivamente scontati rispetto al prezzo originale e, in caso di presenza dello stesso
prodotto dopo i saldi, valutarne l’eventuale differenza di prezzo.”

SALDI 2009
Acquisti                            % consumatori
Budget entro 50 euro                  12,8%
Budget entro 100 euro                20,7%
Budget oltre 100 euro                 19,6%
Nessun acquisto                        46,9%    

DECALOGO SALDI

1)     Conservate sempre lo scontrino: non è vero che i capi in svendita non si possono sostituire. Il negoziante è obbligato a sostituire l’articolo
difettoso, anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Ma la grande novità è che non c’è più bisogno, come stabilito dall’art. 1495 del cod. civ.,
di denunziare “i vizi al venditore entro otto giorni dalla scoperta”. Il D.lgs n. 24/2002 ha stabilito, infatti, che il consumatore deve denunciare “al venditore il difetto di conformità
entro il termine di due mesi dalla data in cui ha scoperto il difetto”.
2)     Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce “Saldo” deve essere l’avanzo di quella della stagione che sta
finendo e non fondi di magazzino. State alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei più svariati articoli.
E’ improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori.
3)     Girate. Non fermatevi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontate i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. Eviterete di mangiarvi le mani. A
volte basta qualche giro in più per evitare l’acquisto sbagliato o per trovare prezzi più bassi.
4)     Consigli per gli acquisti. Cercate di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: sarete meno influenzabili dal negoziante e correrete
meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non avevate alcun bisogno e che non userete mai. Pagare un prezzo alto non significa comprare un
prodotto di qualità. Diffidate dei marchi molto simili a quelli noti.
5)     Diffidate degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi. Un commerciante non può avere, infatti,
ricarichi così alti e dovrebbe vendere sottocosto.
6)     Servitevi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistate merce della quale conoscete già il prezzo o la qualità in modo da poter valutare
liberamente e autonomamente la convenienza dell’acquisto.
7)     Negozi e vetrine. Ricordate che sulla merce è obbligatorio il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto
applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto “in modo chiaro e ben leggibile” (Dlg n. 114/98). Controllate che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo
deve essere separata in modo chiaro dalla “nuova”. Diffidate delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce.
8)     Prova dei capi: non c’è l’obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante. Il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che
possono essere solo guardati.
9)     Pagamenti. Nei negozi che espongono in vetrina l’adesivo della carta di credito (o bancomat), il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di
pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi.
10)   Fregature. Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi all’Adoc oppure all’Ufficio Comunale per il commercio o ai Vigili Urbani.    

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