«Rta, garantire l'uso turistico e sanzionare le speculazioni»

Firenze – «Le residenze turistico alberghiere (rta) sulla carta dovrebbero contribuire a garantire adeguati livelli di ricettività, con tutti i positivi effetti derivanti da
una diversificazione dell’offerta e dal funzionamento di un’efficiente filiera dell’industria turistica, spesso ci si trova invece di fronte ad una forma di speculazione immobiliare che
consiste nella realizzazione di seconde case utilizzando la forma delle «rta», la cui realizzazione è consentita in quanto strutture turistiche in zone precluse alla
costruzione di civili abitazioni.

Le rta sono state viste da alcuni operatori come mezzo per realizzare o recuperare volumi edilizi per finalità non sempre coincidenti con quelle previste dalle norme di riferimento. Tale
situazione di criticità ha reso necessario un intervento da parte della Giunta Regionale che nell’aprile del 2007 ha emesso una circolare chiarificatrice». Lo ha affermato oggi a
Grosseto l’assessore al bilancio Giuseppe Bertolucci, intervenendo al convegno nazionale ‘L’albergo non è una casa’ organizzato presso la fattoria La Principina dall’assessorato al
turismo del Comune di Grosseto. Il fenomeno ha assunto proporzioni tali da provocare squilibri dal punto di vista del governo del territorio. L’assessore Bertolucci ha citato il Piano di
indirizzo territoriale e uno dei suoi principi ispiratori, quello del «reddito e non rendita», che viene vanificato se si consuma nuovo suolo in aree privilegiate come quelle
costiere e altre località turistiche non per finalità produttive o per attività che qualificano positivamente un territorio, ma per garantirsi una rendita immobiliare.

«Ci sono poi gli aspetti legati – ha proseguito Bertolucci – alla scarsa chiarezza con cui si procede alla commercializzazione degli immobili destinati a residenze turistiche alberghiere.
Si sono create anche serie difficoltà per i privati nella gestione di un bene, acquistato a volte senza una piena consapevolezza del particolare regime normativo che ne regola
l’utilizzazione. È utile peraltro richiamare l’attenzione sulle possibili conseguenze penali a cui può andare incontro chi realizza (e a volte chi compra) un immobile con
destinazione turistica utilizzato e commerciato poi come civile abitazione. La Corte di Cassazione ha riconosciuto infatti il reato di lottizzazione abusiva nella realizzazione di una struttura
alberghiera per cui era stata avviata la vendita separata come civile abitazione delle singole villette che avrebbero dovuto costituire l’unitaria struttura turistica. Altrettanto gravi possono
essere le conseguenze di carattere amministrativo per aver realizzato un immobile abusivo».

«Con la sua circolare dell’aprile 2007 – ha concluso l’assessore al bilancio – la Regione ha voluto fornire elementi di chiarezza sul comportamento futuro dei comuni che devono garantirsi
con apposite norme (prevedendo sanzioni e garanzie) per assicurare l’effettiva utilizzazione turistica degli immobili. Per i suoi effetti sia su un’efficace azione di governo del territorio,
sia sui cittadini che si ritrovano in situazione di concreta difficoltà, il problema delle rta dovrà trovare la giusta attenzione nelle scelte delle pubbliche amministrazioni
coinvolte, garantendo al tempo stesso il raggiungimento degli obiettivi posti dagli strumenti di pianificazione».

Lorenza Pampaloni

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