RISCHIO BANLIEUE PER LE PERIFERIE MILANESI?

RISCHIO BANLIEUE PER LE PERIFERIE MILANESI?

By Giuseppe

Intervista a Walter Cherubini, portavoce di Consulta Periferie Milano

 

 

28 agosto 2025

 

A cura di Assoedilizia informa

RISCHIO BANLIEUE PER LE PERIFERIE MILANESI?

Intervista a Walter Cherubini

di Ben Sicchiero

Anche le periferie di Milano sono a rischio “banlieue”, come Parigi? I cosiddetti “maranza” (molti dei quali figli di seconda generazione di immigrati) che compongono gruppi caratterizzati da ostentati atteggiamenti spavaldi e violenti, possono dar vita a fenomeni che ormai da decenni segnano le periferie parigine?

Walter Cherubini

Per avere qualche elemento di riflessione “dal basso”, ne parliamo con Walter Cherubini (Premio alla Virtù civica “Panettone d’Oro” 2018), classe 1957, coniugato, due figli, laurea in Legge, con esperienza professionale in relazioni sindacali, gestione del personale e organizzazione in strutture aziendali complesse. Con un impegno socio-istituzionale di lungo corso.

Negli anni ’70, rappresentante degli studenti nel Consiglio di disciplina dell’Istituto Moreschi e nel Comitato di gestione degli impianti sportivi dell’Università Statale.
Negli anni ’80-’90, tre legislature nel Consiglio di Zona 18 (Baggio-Forze Armate). Quindi, co-fondatore e portavoce di Consulta Periferie Milano (costituita nel 2005, Benemerenza Civica del Comune di Milano 2022, la cui storia e attività descriviamo a parte).

Insomma, un impegno pluridisciplinare ad ampio spettro, anche in connessione con l’amministrazione comunale, favorendo la più ampia partecipazione e condivisione e “progettazione partecipata” nella promozione di iniziative sociali e culturali, ma anche con una particolare attenzione all’organizzazione istituzionale.

Temi ai quali Assoedilizia è particolarmente sensibile e che, tra l’altro, hanno già visto la collaborazione con Consulta Periferie Milano in due significativi convegni cittadini sull’abitare.

Collaborazione che si rinnova con il progetto “I luoghi di Milano tra storia, leggenda, attualità”. 


Le periferie di Milano sono a rischio “banlieue”?

Il confronto “banlieue parigine-periferie milanesi” non è un fatto nuovo. Lo affrontammo nel novembre 2005, un po’ incidentalmente, proprio agli inizi dell’attività di Consulta Periferie Milano, durante un convegno al Centro Rosetum con l’allora Assessore alla Cultura, Stefano Zecchi, in concomitanza con i violenti scontri allora in corso in Francia.


E quale fu la valutazione?

Che le periferie milanesi non avevano problemi e caratteristiche analoghe alle banlieue parigine. 


A 20 anni di distanza, qual è la situazione?

Inviterei a considerare due aspetti: quello “socio-demografico”, evidente ma da approfondire, e quello “strutturale-organizzativo”, sostanzialmente sconosciuto.


Consideriamo l’aspetto “socio-demografico” … 

Quindici anni fa, il 65% degli attuali residenti a Milano (che sono 1,4 milioni, di cui 300mila stranieri) non abitava a Milano. C’è stato un radicale mutamento della composizione demografica cittadina. Ciò ha particolarmente coinvolto alcuni quartieri di Edilizia Residenziale Pubblica, che hanno anche visto scontri tra le cosiddette “seconde generazioni” e le forze dell’ordine. Eventi che hanno coinvolto fasce minoritarie, ma assolutamente non trascurabili. 


Situazioni episodiche?

Per certi aspetti, paiono essere indicatori di una tendenza. In merito, può aiutare la comprensione il libro “Maranza di tutto il mondo, unitevi! Per un’alleanza dei barbari nelle periferie” dell’attivista franco-algerina Houria Bouteldja (DeriveApprodi, 2024): si prospetta «un’alleanza tra i ‘barbari’ delle metropoli postcoloniali e i ‘bifolchi’ del lavoro povero in Europa, … dalle banlieue francesi alle periferie globali». Indicativa anche la relativa nota editoriale del rapper Italiano Amir Issaa (madre italiana e padre egiziano): «Quello che accomuna i rapper di “seconda generazione” in Italia, in Francia o in Inghilterra, quelli che qui chiamano i maranza, è il sentirsi nel mirino, nemici della società, e rispondono con la provocazione. (…) Si esprime in un linguaggio differente dal passato, va compresa con un’altra lente di ingrandimento». Rapper nelle cui canzoni fa talvolta capolino il verso “Tout le monde deteste la police”, ripreso come slogan dai cosiddetti gruppi “antagonisti”.  

 

E l’aspetto “strutturale-organizzativo”?

Consideriamo, per esempio, l’abitare a Milano. Da più parti è ribadita la mancanza di abitazioni. Ma, anche qui, guardiamo i dati, che dovrebbero essere conosciutissimi dai milanesi (non fosse altro perché paghiamo le tasse!), ma così non è. 


E quali sono i dati?

Arrotondando per semplicità, a Milano ci sono 810mila appartamenti, ma 109mila sono sfitti; di questi, 16mila sono di ERP-Edilizia Residenziale Pubblica (10mila Aler-Regione Lombardia e 6mila MM-Comune di Milano) su un totale di 64mila (ma c’è anche lo sfitto di altri enti, come il Pio Albergo Trivulzio – la “Baggina” per noi milanesi, simbolo del “cuore in mano di Milano” – con 341 appartamenti sfitti su 1.248). E in tutto questo ha gioco facile l’abusivismo “organizzato”. Con una stima del costo dello sfitto ERO di 49 milioni l’anno a carico di noi tutti. 

 

Soldi buttati dalla finestra, verrebbe da dire …

E’ il risultato di modelli organizzativi e gestionali evidentemente inadeguati, frutto di “mentalità” che hanno continuato a stratificare regole nazionali e locali contraddittorie, con i Consigli di Zona oggi Municipi relegati ai margini, ma anche di comportamenti sociali miopi. Che hanno anche vanificato centinaia di milioni di investimenti.  

 

Un bel pasticcio. Come se ne esce?

In primo luogo nella consapevolezza e nel riconoscimento comune che le case disponibili ci sono. Poi, come indicato al punto 9 del Decalogo “dalle Periferie, per Ripartire”, che nei quartieri ERP non possono essere concentrate tutte e solo le persone fragili. Quindi, bisogna modificare alcune normative per favorire l’integrazione del mix socio-abitativo ed anche di servizio di vicinato (anche qui abbiamo un 25% di sfitto commerciale/artigianale; ma il paradosso è che se un funzionario non fa nulla per riempire i vuoti nessuno gli dice niente, invece se cerca di trovare delle soluzioni rischia di essere sanzionato dalla Corte dei Conti …).
A partire dall’utilizzo di circa 1.500 monolocali, non assegnabili nelle graduatorie perché inferiori a 25 mq, ma che potrebbero essere abitati dagli studenti universitari fuori sede, disponibili a fare iniziative programmate nei quartieri. Cosa proposta oltre dieci anni fa, ma riproposta recentemente durante un’audizione delle Commissioni congiunte Casa, Cultura e Partecipazione del Consiglio comunale di Milano. 

 

CONSULTA PERIFERIE MILANO (CPM)

Costituita nel 2005, nel tempo è stata promossa da 45 diversificate realtà associative (cultura, volontariato sociale, sport, commercio di via, comitati), condividendo iniziative con altri 150 enti/associazioni. Considerata un soggetto di rappresentanza, è uno strumento-metodo di lavoro per dare stabile e costante attenzione alla condizione delle “periferie urbane”. Ciò, attuando un approccio “sistemico”, attraverso: 

1. CONNESSIONE – Organizzati oltre 250 convegni/seminari, in 30 diverse sedi cittadine (anche istituzionali) con oltre 500 relatori, per offrire possibilità di incontro, confronto ed iniziativa tra chi opera al “centro” (istituzioni, professioni, imprenditoria, informazione, università) e chi è impegnato direttamente sul territorio. Ciò, anche consolidando i Cicli “a Scuola di Periferie – per una Milano policentrica”: con un “approccio periferico”, cioè partendo dalle periferie, sono state poste all’attenzione varie tematiche con relative proposte (cultura, “abitare popolare”, doposcuola, disabilità, ciclabilità, agricoltura, commercio, sport, quartieri, burocrazia, organizzazione amministrativa). Tale variegata capacità di proposta deriva dall’articolata composizione associativa di CPM, che costituisce un qualificato retroterra di conoscenze applicate nei rispettivi ambiti di azione. Dal 2013, CPM è parte proponente del Tavolo Periferie Milano (attualmente ospitato e partecipato dalla Presidenza del Consiglio comunale di Milano): con cadenza mensile,  mette a confronto realtà cittadine associative ed imprenditoriali, centri studi e realtà universitarie, che hanno manifestato un “interesse periferico” (dal 2024 è stato avviato il “Percorso Periferia Policentrica”). In Europa, CPM è membro di Amateo, organismo promosso nell’ambito dei programmi dell’Unione Europea per la promozione della partecipazione attiva dei cittadini alle attività culturali, composto da 58 associazioni/istituzioni di 23 paesi europei (nell’ottobre 2021 ha ospitato a Milano il relativo Convegno “Lo sviluppo della cultura europea (ri)parte dalle periferie”, tema che è stato approfondito in tale ambito europeo nel biennio 2020-2021). Partecipa ad ImpacTour, progetto di ricerca promosso nell’ambito dei programmi dell’Unione Europea per la promozione del turismo culturale innovativo e sostenibile nei borghi (31 enti di 13 paesi europei), con una prima declinazione nel Municipio 2.

2. CONOSCENZA – Le periferie urbane sono costituite da quartieri, borghi, parchi e aree agricole, con molte e qualificate energie da tenere in considerazione, sostenere e divulgare. Sul sito http://www.periferiemilano.com è presente un’articolata “mappatura” (attualmente ca. 1.000 indicatori di associazioni/centri culturali, beni culturali-architettonici, biblioteche, musei, cascine, teatri, associazioni sportive pallacanestro/pallavolo). Per rendere puntuale l’attività di documentazione e divulgazione, nel 2017 è stato costituito il Centro Studi Periferie-CPM, che assicura un contributo di conoscenza all’iniziativa operativa di promozione delle periferie. Con oltre 190 puntate all’attivo, la trasmissione Focus Periferie (WebTv Milano AllNews) offre un’attenzione continua alle periferie con la testimonianza di chi vi opera.

3. INIZIATIVA – CPM ha anche intrapreso una consistente azione di arricchimento socio-musicale delle realtà periferiche, con la promozione di circa 850 concerti ad ingresso gratuito in 50 sedi periferiche, grazie alla condivisione di altrettante realtà territoriali, nonché di 60 Cori amatoriali (CoriMilano per le Periferie). Poi, per far conoscere in primo luogo ai milanesi la composizione territoriale periferica, articolata in 166 toponimi diversi ma generalmente sconosciuti, dal 2020 CPM promuove le “Giornate PeriferiArtMi – antichi Borghi e nuovi Quartieri della periferia”, con un Calendario cittadino mensile di “sopralluoghi accompagnati” (attualmente oltre 700), approfondendo il legame con i relativi beni artistici, architettonici, paesaggistici e museali, grazie alla condivisione di 49 realtà territoriali (www.periferiartmi.it).

Tale complesso di attività ha consentito la verifica sul campo delle procedure burocratico-amministrative, non raramente contraddittorie e talvolta di intralcio rispetto agli inviti alla partecipazione ed alla cittadinanza attiva. Al fine di apportare le opportune modifiche organizzative e regolamentari (a costo zero) è stato elaborato il Decalogo “dalle Periferie, per Ripartire”.

A cura di ASSOEDILIZIA informa

Assoedilizia
Associazione Milanese della Proprietà Edilizia

Largo Augusto 8
20122 Milano

 

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