Riparto di giurisdizione: iscrizione e cancellazione da Albi o da Ruoli professionali

Con la sentenza del 2 novembre 2007, n. 5694, la Sezione sesta del Consiglio di Stato ancora una volta ha dovuto esaminare la questione del riparto di giurisdizione e questa volta sulle
controversie relative all’iscrizione e alla cancellazione dagli albi o dai ruoli professionali.

Fatto e diritto – La Camera di Commercio di Roma ha disposto la cancellazione dal ruolo di un conducente dei servizi pubblici non di linea per mancanza dei requisiti morali. Il Primo
Giudice ha stabilito che la questione non era di competenza del giudice amministrativo.
L’interessato allora, dopo aver sottoposto la questione al Tar che aveva dichiarato il proprio difetto di giurisdizione, ha sottoposto la controversia all’esame del Consiglio di Stato sia per
tale cancellazione, sia perché la raccomandata del Comune di Roma, con la quale, preso atto della determinazione adottata dalla Camera di commercio, è stata riconosciuta al
suddetto la possibilità di trasferire la licenza entro trenta giorni dall’avvenuta cancellazione dal ruolo dei conducenti, pena la revoca del titolo.

La decisione del Consiglio di Stato – Il Consiglio di Stato ha condiviso la decisione del Tar in quanto le controversie in materia di iscrizione ad albi o ruoli professionali riguardano
posizioni di diritto soggettivo e, come tali, sono devolute alla giurisdizione del giudice ordinario, se tale iscrizione non implichi valutazione discrezionale ma solo il riscontro formale di
presupposti determinati dalla legge.
Secondo il consolidato insegnamento della giurisprudenza della Cassazione e del Consiglio di Stato, infatti, le controversie relative all’iscrizione nei ruoli ed alla relativa cancellazione
sono devolute alla giurisdizione del giudice ordinario qualora la pretesa al conseguimento ed al mantenimento dell’iscrizione, sussistendo i requisiti previsti dalla legge, si configuri come
posizione di diritto soggettivo, non residuando all’Amministrazione alcun margine di discrezionalità.

Consiglio di Stato, sezione sesta, sentenza n. 5694 del 2 novembre 2007
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