Riforma pensioni 2008

D: Sono dipendente di un azienda farmaceutica con 58 anni di età ed ho versato, a tutto ottobre 2007, 34 anni di contributi, mi potete dire in modo semplice quando potrò andare
in pensione (finestre comprese)?

R: Sulla base di un accordo raggiunto a fine luglio con le parti sociali, il Governo ha presentato un disegno di legge sul Welfare con il quale vengono riviste, tra l’altro, le regole per il
pensionamento anticipato.
Se tale disegno di legge entro dicembre sarà tradotto in legge dal Parlamento nel 2008 non ci sarà più l’effetto «scalone» previsto dalla riforma
Maroni.
Il che significa che l’età minima per la pensione di anzianità non passerà in un colpo solo (il famigerato «scalone») da 57 a 60 anni, ma
aumenterà progressivamente, ed allo «scalone» faranno posto tanti «scalini».

Bisognerà cioè fare una somma dell’età e dell’anzianità contributiva (non inferiore a 36 anni) e raggiungere una determinata quota.
Primo scalino: nel 2008 bisognerà avere almeno 58 anni di età e 35 di contributi versati (quota 93);
Secondo scalino: dal 1° luglio 2009 non si potrà andare in pensione prima dei 60 anni o in alternativa bisognerà avere almeno 59 anni di età e 36 di contributi (quota
95);
Terzo scalino: nel biennio 2011-2012 scatta infatti il terzo scalino, e bisognerà raggiungere quota «96»: o 35 anni di contributi con 61 anni, o 36 anni di
contributi con 60 anni.
Quarto scalino: dal 1° gennaio 2013 bisognerà avere:

– 62 anni per chi ha 35 anni di contributi
– 61 anni per chi ha almeno 36 anni di contributi.

Per quanto attiene alle finestre di uscita se i requisiti per la pensione di anzianità vengono maturati dal 2008 in poi saranno due.
Le quattro finestre attuali avranno validità solo per coloro che possono far valere 40 anni di contributi.

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