Riforma Ocm ortofrutta: convegno della Cia Basilicata a Scanzano Jonico
21 Novembre 2007
Una “Piattaforma” nel Metapontino collegata alla rete dei mercati ortofrutticoli e generali in attività nel Paese e al Borsino dei prodotti agricoli lucani (da istituire); un Progetto
per la realizzazione del Parco tecnologico delle produzioni ortofrutticole del Metapontino (in modo da “saldare” la ricerca e l’innovazione all’azienda agricola); l’approvazione di una legge
regionale per l’introduzione del marchio collettivo geografico dei prodotti di qualità; la candidatura al Bando di filiera emanato dal ministero delle Politiche agricole, alimentari e
forestali che prevede un’azione interregionale (almeno tre Regioni) con un finanziamento di 7 milioni di euro a progetto per un totale di 100 miloni di euro. Sono le quattro proposte principali
emerse nel convegno di ieri a Scanzano Jonico, promosso dalla Cia Basilicata sul tema “La riforma Ocm e le prospettive del settore ortofrutticolo in Basilicata”, con l’intervento di Giuliana
Roncolini, responsabile dell’Ufficio produzioni ortofrutticole Cia nazionale.
Dopo l’introduzione dei lavori dal presidente della Cia comprensoriale del Metapontino Antonio Stasi, il presidente della Cia Basilicata Donato Distefano ha evidenziato “la rinnovata attenzione
che si registra, da qualche tempo, nel Metapontino da parte di gruppi economici del settore commerciale e società multinazionali che hanno ripreso ad effettuare consistenti investimenti.
Ciò -ha detto- impone alle organizzazioni professionali agricole di ripensare il compito e le funzioni del comparto a partire dal rafforzamento del ruolo specifico delle organizzazioni
professionali. Siamo fortemente impegnati come Cia ad accrescere gli strumenti di partecipazione e di protagonismo dei soggetti professionali per prevenire e gestire le ricorrenti crisi di
mercato ed attrezzarsi a vincere la sfida della competitività. Il Metapontino -ha sostenuto- per la sua rilevanza strategica può, dunque, diventare un laboratorio di
sperimentazione dei processi di riforma Ocm nel settore ortofrutticolo, anche attraverso il Bando di Filiera”.
Un aspetto specifico -è stato sottolineato durante il dibattito- è riferito all’utilizzo di produzioni vivaistiche lucane: i titolari di aziende vivaistiche della Basilicata
continuano a lamentare una limitata attività di vendita per le aziende della regione.
Nel merito delle questioni riferite all’applicazione della riforma dell’Ocm ortofrutta, Giuliana Roncolini ha sottolineato che “il sistema degli aiuti diretti ai prodotti trasformati si
baseranno sul principio del disaccoppiamento totale, come tanti altri prodotti già riformati in questi anni. Mentre per il pomodoro da industria, ad esempio, è stato deciso un
periodo triennale di disaccoppiamento parziale al 50 per cento, per le pesche e pere destinate alla trasformazione il periodo transitorio triennale (2008, 2009, 2010) sarà caratterizzato
da un aiuto totalmente accoppiato, legato alla superficie e non più ai quantitativi, e destinato unicamente ai produttori associati in Organizzazioni di produttori.
Per tali produzioni, infatti, il ministero ha scelto di mantenere l’accoppiamento totale degli aiuti per salvaguardare al massimo l’equilibrio di mercato, tenuto conto che l’Italia svolge un
ruolo primario nella produzione comunitaria di frutta allo sciroppo e che l’aiuto finora erogato ha consentito di consolidare la dell’competitività delle imprese nazionali.
Il titolo all’aiuto disaccoppiato, in questo caso, partirà solo dal primo gennaio 2011 è verrà calcolato sulla base di un periodo rappresentativo (campagne 2004/2005,
2005/2006, 2006/2007). Per gli agrumi -ha detto Roncolini- la soluzione più adeguata da adottare è quella di erogare un contributo a superficie basato su una ripartizione dei
titoli per gli effettivi ettari risultanti dal catasto agrumicolo.




