Ricerca e innovazione, le aziende Toscane devono fare di più

Firenze, 8 Ottobre 2007 – Tanti investimenti pubblici, ma ancora troppo scarsi contributi da parte dei privati, con i poli tecnologici e gli incubatori, come quello di Navacchio che oggi
ha inaugurato il terzo lotto alla presenza del presidente Martini, pensati per contribuire a risolvere anche questa anomalia.

La Toscana spende un miliardo di euro l’anno in ricerca e sviluppo, ovvero l’1,14% del prodotto interno lordo: una percentuale in linea con la media italiana, assai lontana da quel 3% che
è l’obiettivo europeo ma anche dall’1,9% che è la media attuale dell’Europa a 25 e dall’1,25% che il risultato complessivo delle regioni italiane del Centro nord. Merito di un
settore pubblico trainante, che grazie anche alle università toscane è terzo in Italia per spesa prodotta (preceduto solo da Lombardia e Lazio) e colpa di un settore privato che
invece realizza scarsi investimenti. Le imprese toscane nel 2003 hanno infatti contribuito solo per il 32% agli investimenti complessivi; in valori assoluti pesano un terzo o poco più
(39%) della spesa di tutte le aziende dell’Emilia Romagna e il loro contributo, anche se di poco, è inferiore anche rispetto all’aziende del Veneto.

In Europa accade ben altro. La spesa prodotta dall’industria supera il 54 per cento ed è tutta qui la scommessa toscana: superare l’anomalia ed accrescere gli investimenti privati, con
progetti come ad esempio il polo tecnologico di Navacchio che metta a disposizione di imprese spesso piccole – su 400 mila aziende toscane, quasi tutte hanno meno di dieci addetti – spazi
comuni per lo sviluppo di nuove tecnologie, infrastrutture, banche dati dove sono raccolte tutte le opportunità di finanziamenti per progetti innovativi e di ricerca industriale,
incubazione e tutoraggio per le nuove imprese, sinergie ed una stretta collaborazione con le università per favorire l’incontro di domanda ed offerta.

Il Polo scientifico e tecnologico di Navacchio è il quarto a livello nazionale per imprese ospitate: 65 fino ad oggi. Il 42% sono aziende dell’Ict, il 21% del settore servizi, il 5% di
micromeccanica. L’8,2% si occupa di robotica, il 6% di energia ed ambiente, il 5% di applicazioni biomedicali. Vi lavorano in tutto 430 addetti, età media 35 anni: il 76% sono laureati.

Il polo è ha aperto i battenti nel 1999 e con il terzo lotto inaugurato oggi (altri 15 mila mq di locali) cresceranno i servizi e gli addetti, con spazi per almeno altre 35 imprese
high-tech. Sulla struttura sono stati investiti 3 milioni di euro, coperti per la metà da contributi regionali e per altri 486 mila euro da fondi Docup.

Il polo di Navacchio non è naturalmente il solo progetto regionale per favorire la ricerca e l’innovazione. Dal 2000 per gli incubatori in Toscana sono stati investiti 28 milioni di
euro, con un contributo di oltre 15 milioni. La spesa per la ricerca e lo sviluppo complessivamente è stata, negli ultimi sette anni, pari a 107 milioni di euro, a fronte di contributi
per 62 milioni.

Walter Fortini

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