Riccardo Magnani: Angelo Scola, Arcivescovo di Milano, potrebbe essere il nuovo Papa

Riccardo Magnani: Angelo Scola, Arcivescovo di Milano, potrebbe essere il nuovo Papa

By Redazione

Lecco, 12 marzo 2013
Intervista a Riccardo Magnani
Angelo Scola: un “papabile” che gioca in casa ma è troppo scontato.
La Chiesa ha necessità di consolidare il Credo in Europa (solo l’arcidiocesi di Milano conta
oltre 5 milioni di fedeli) ma soprattutto ha bisogno di un consenso più ampio, come quello dei popoli latino americani. 

Giuseppe Danielli:
Si dice che il caso non esista, ma tutto sia frutto di un disegno preciso già tracciato. Pochi giorni fa abbiamo incontrato Riccardo Magnani per farci raccontare la sua scoperta
sull’Eldorado, la città perduta e da lui individuata grazie ai suoi studi su Leonardo da Vinci.

Ieri sera, con la troupe TV di Newsfood.com+WebTV, ero a cena da Manuelina, a Recco (GE) ed al mio tavolo, tra i tanti soci de “I ristoranti del Buon Ricordo”, intervenuti da tutta Italia
per il loro congresso annuale, mi trovo di fronte proprio Antonio Gioco, il titolare del Ristorante  “I Dodici Apostoli” … l’ultima cena di Magnani al ristorante è stata proprio

lì, a Verona, ospite di Antonio.

Oggi siamo tornati a casa di Riccardo Magnani per approfondire ciò che il massimo esperto di studi leonardeschi ci aveva fatto notare sull’opera di Leonardo da Vinci nel territorio
lecchese; tra le varie coincidenze, il luogo natale di Angelo Scola, Arcivescovo di Milano, annoverato tra i papabili del Conclave che in queste ore stabilirà il futuro Papa della Chiesa
Cattolica Romana.

Qualcuno dirà: ma cosa c’entra Leonardo con il futuro Papa?
Angelo Scola nasce a Malgrate, il 7 novembre 1941; Riccardo Magnani nasce a Lecco, sull’altra sponda di quel ramo del lago di Como che per il Manzoni volge  mezzogiorno.

Chiediamo a Riccardo perchè Angelo Scola giocherebbe in casa, ma con poche speranze,  in questo conclave.

Guarda i due video e l’articolo:
– Riccardo Magnani, prima parte: Chi è
Riccardo Magnani. I suoi studi e Leonardo da Vinci (Video)

– Riccardo Magnani, seconda parte: Il ritrovamento di Eldorado
grazie a Google e Leonardo da Vinci (video)

– La prima
intervista di Riccardo Magnani -Lecco, 24 Febbraio 2013
L’Eldorado dei Conquistadores spagnoli, la città perduta, ritrovata da Riccardo Magnani tra Perù, Brasile e Bolivia (testo)

Riccardo Magnani:
“E’ ormai noto il fatto che Leonardo da Vinci frequentò Lecco e le zone limitrofe negli anni della sua gioventù, nonostante gli accademici facciano risalire la sua presenza alla
Corte degli Sforza solo dopo il 1483.

La circostanza è testimoniata da innumerevoli richiami al paesaggio lecchese da parte del genio fiorentino: dalla Rocca di Baiedo, in Valsassina, ritratta nel Paesaggio con fiume del 1473
(foto 1), al gruppo delle Grigne, ritratte nella Madonna di Dreyfuss del 1496 (foto 2), al San Martino, col suo caratteristico buco a mezza costa, centrale nell’Annunciazione del 1472 (foto
3).

La massima espressione del paesaggio lecchese, però, Leonardo la riserva alla Mona Lisa, forse il dipinto più famoso al mondo, in cui lo sfondo della cittadina lombarda è
spezzato in due, offrendo allo spettatore una visione verso nord a sinistra e una visione verso sud a destra; ruotando in senso orario lo sfondo destro della gioconda, e portandolo sotto lo
sfondo sinistro, si ricostruisce correttamente il paesaggio lecchese.

Il paesaggio lecchese è centrale rispetto a gran parte dell’opera pittorica rinascimentale italiana e europea, e lo è in correlazione alla musica delle sfere celesti che Leonardo
celò nell’Ultima Cena e in un palazzo valtellinese, come ormai ho raccontato ampiamente.
Da questa regola non scritta non si sottraggono gli artisti chiamati a decorare la Cappella Sistina voluta da Papa Sisto IV della Rovere, da cui appunto la Cappella prese il nome; tra questi,
Sandro Botticelli, Pietro Perugino, Pinturicchio, Domenico Ghirlandaio, Luca Signorelli, Piero di Cosimo, Filippino Lippi.

Di Domenico Ghirlandaio è la Vocazione dei primi apostoli, del 1481, (foto 4) posizionata verticalmente sulla parete della Cappella dove proprio in questi giorni, riuniti in Conclave, i
Cardinali stanno decidendo la nuova guida della Chiesa Cattolica Romana.

Centrale al dipinto (foto 5) in questione è nuovamente la montagna che Leonardo userà anche nella rappresentazione teatrale dell’Orfeo di Poliziano, ovvero il Monte San Martino,
corrispondente allo sfondo sinistro della Gioconda (foto 6).

Chissà se il Cardinal Angelo Scola, nella tensione di queste ore, alzando gli occhi a mezz’aria e cercando nelle splendide decorazioni della Cappella Sistina la “divina ispirazione”,
riconoscerà i luoghi che gli diedero i natali 72 anni fa.

Già… 72… un numero per nulla causale:
72 è scritto sotto una delle arcate del ponte della Gioconda da Leonardo da Vinci,
72 sono i nomi di Dio della Kabalah,
72 è il criterio alla base del computo degli interessi, sviluppato da Luca Pacioli, grande amico di Leonardo e suo socio in una locanda veneziana.
72 è un numero “aureo”, chissà che non porti fortuna a Scola!

Giuseppe Danielli
Direttore Newsfood.com

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