Regole comuni per l'affitto degli alpeggi di proprietà pubblica

Riconoscendo l’importanza economica e ambientale dei pascoli alpini, la Regione ha ritenuto opportuno stabilire una disciplina omogenea per l’affitto degli alpeggi di proprietà pubblica,
al fine di regolamentarne l’utilizzo e favorire una corretta gestione degli allevamenti e delle produzioni foraggere.

La superficie dei pascoli alpini piemontesi ammonta ad oltre 300 mila ettari, di cui circa il 42 per cento di proprietà pubblica, prevalentemente comunale, per la quale l’Assessorato
regionale all’Agricoltura, in collaborazione con quello alla Montagna, ha elaborato una modulistica diretta a fornire ai proprietari e agli allevatori il necessario supporto
tecnico-amministrativo per la stipula di contratti e capitolati di affitto. La deliberazione della Giunta regionale è coerente con la normativa comunitaria e con gli orientamenti
strategici per lo sviluppo rurale, che pongono particolare attenzione alla tutela delle risorse naturali e dei paesaggi agrari.

Regole comuni per l'affitto degli alpeggi di proprietà pubblica

Torino, 21 Dicembre 2007 – La Giunta Regionale, riconoscendo l’importanza economica e ambientale dei pascoli alpini, ha ritenuto opportuno stabilire una disciplina omogenea per l’affitto
degli alpeggi (malghe) di proprietà pubblica, per regolamentarne l’utilizzo e favorire una corretta gestione degli allevamenti e delle produzioni foraggere e, in ultima analisi,
perseguire la salvaguardia della biodiversità e del territorio.

La superficie dei pascoli alpini piemontesi ammonta a 305.405 ha, di cui circa il 42 % di proprietà pubblica, prevalentemente comunale, per la quale l’Assessorato all’Agricoltura, in
collaborazione con l’Assessorato alla Montagna, ha elaborato una modulistica per fornire ai proprietari e agli allevatori il necessario supporto tecnico-amministrativo per la stipula di
contratti e capitolati di affitto.

«I pascoli alpini sono sicuramente un bene della collettività – afferma l’assessore regionale all’Agricoltura Mino Taricco – cui abbiamo voluto dare una regolamentazione adeguata e
omogenea, che possa costituire la base per un corretto rapporto tra la proprietà pubblica, i malgari e i pastori, per la durata dei contratti, l’equo canone e la corretta gestione e
manutenzione dei pascoli e delle infrastrutture, senza trascurare le ricadute positive in termini di tutela della biodiversità, dell’assetto idrogeologico del territorio, del benessere
degli animali. Una valorizzazione complessiva del territorio che può offrire agli abitanti ma anche ai visitatori un valore aggiunto, in termini di occupazione, ricettività,
turismo.»

La deliberazione della Giunta Regionale, che fa riferimento alla legge regionale 34/98, è coerente con la normativa comunitaria e con gli orientamenti strategici per lo sviluppo rurale,
che pongono particolare attenzione alla tutela delle risorse naturali e dei paesaggi agrari. La zootecnia dei territori montani del Piemonte rappresenta, in particolare, una delle principali
risorse in termini economici e ambientali, come serbatoio di razze autoctone che garantiscono, per caratteristiche genetiche e tipologia di allevamento, la massima efficienza per l’utilizzo
degli alpeggi, e per le produzioni di latte, formaggi tipici e carne.

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