Regione Toscana e Cnr insieme per promuovere ricerca e innovazione

Toscana, 12 Dicembre 2007 – «Abbiamo sbloccato fondi per oltre diciotto milioni di euro che ci permettono di attuare sedici nuovi progetti per favorire la crescita del sistema
della ricerca in Toscana; sostenere l’integrazione fra ricerca di base e ricerca applicata; valorizzare le ricadute della ricerca nei settori dell’ambiente e del sociale, promuovere
l’innovazione e il trasferimento tecnologico e la creazione di reti, sia fra università e centri di ricerca che fra centri di ricerca e imprese».

L’avvio delle attività di ricerca è stato annunciato oggi a Sesto Fiorentino da Eugenio Baronti, assessore regionale alla ricerca e all’università, presentando la bozza di
Protocollo di Intesa tra Regione Toscana e CNR che verrà presto sottoscritta dai rispettivi presidenti Claudio Martini e Federico Rossi.
Fra pochi giorni la stipula della prima Convenzione, quella relativa al progetto ST@rT, promosso dalla Regione stessa insieme al CNR e che vede impegnato in particolare l’Istituto Nazionale di
Ottica Applicata (INOA), nei giorni successivi e nei primi mesi del 2008 le altre quindici Convenzioni con l’Istituto di Fisica Applicata “Nello Carrara” (IFAC), l’Istituto di Chimica dei
Composti Organo Metallici (ICCOM), l’Istituto di Biometeorologia (IBIMET), e con gli altri organismi di ricerca che hanno proponenti i progetti inseriti nell’Accordo di Programma Quadro.
Il progetto ST@rT ed i numerosi soggetti che lo hanno proposto tendono ad aggregare, coordinare, sviluppare e promuovere le numerose competenze presenti in Toscana nel settore della scienza e
dell’innovazione tecnologica per i beni culturali, consolidando così, nell’area della ricerca del CNR di Firenze, una polo di eccellenza nel settore della conservazione, della
valorizzazione e della fruizione dei beni culturali che ha un valore strategico per le politiche di una regione che nel proprio patrimonio culturale trova un fattore identitario ed una
significativa risorsa sociale ed economica, per le numerosissime attività che si svolgono in ambito culturale.
Secondo il presidente dell’Area, Pier Luigi Emiliani, oltre al polo dei beni culturali Firenze consolida un primato nella ricerca nell’ottica, in campo energetico, ambientale, in particolare
per il contributo fornito nel settore del telerilevamento, ed agro-forestale, dove importanti risultati sono stati conseguiti dall’Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie
arboree (IVALSA), anche con progetti di costruzioni in legno dimostratesi capaci di eccezionale resistenza al fuoco ed ai fenomeni sismici.

Per l’assessore Eugenio Baronti con questi progetti vengono raggiunti due risultati strategici: «ST@rT e gli altri progetti che la Regione ha deciso di finanziare permettono di far
avanzare il sistema toscano della ricerca e dell’innovazione. Allo stesso tempo, proprio grazie ad un accordo specifico raggiunto con il CNR, vengono poste le premesse per una maggiore
valorizzazione e tutela dei ricercatori. E’ di importanza fondamentale – ha aggiunto l’assessore – aumentare la competitività della nostra regione attraverso un’adeguata capacità
di ricerca e di innovazione del nostro sistema. Ciò non può avvenire a scapito dei diritti dei lavoratori, della coesione sociale e del rispetto dell’ecosistema.»
«Nel momento in cui il MiUR dà notizia, finalmente, della fine dell’iter burocratico di approvazione del nuovo regolamento di reclutamento dei ricercatori, proponendo una procedura
concorsuale innovativa che consente ai migliori giovani, italiani e stranieri, di essere valutati con criteri davvero meritocratici, trasparenti e allineati agli standard internazionali, e
viene comunicato il cofinanziamento del MiUR, al cinquanta per cento, di millecinquanta posti alle Università, di cui novantaquattro alle Università toscane, siamo qui a
testimoniare», ha aggiunto l’assessore Baronti a proposito delle Convenzioni che saranno stipulate a partire dal 17 dicembre prossimo, e del Protocollo oggi presentato, «del comune
impegno per evitare ogni possibile confusione fra percorsi formativi ed attività lavorative dei ricercatori e per sottrarre progressivamente i ricercatori ad una condizione di
precarietà. Questo non prefigura una generalizzata stabilizzazione di quanti lavorano nella ricerca, ma consente l’estensione dei contratti a tempo determinato progressivamente fino ad
estendere tale formula a tutti i soggetti che ne abbiano diritto, senza per questo precludere l’ingresso a nuovi soggetti sprovvisti dei requisiti per l’accesso a tale istituto contrattuale. Le
attività di ricerca finanziate dalla Regione con questo Accordo prevedono circa 250 annualit&agrav! e; di lavoro con contratto a termine e quindi l’instaura! rsi di u n numero
consistente di contratti che Regione e CNR convengono attuino quanto previsto dalla Carta europea dei ricercatori».

Cristiano Lucchi

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