Rave parti, Toselli: «garantire sicurezza e rispetto della Legge»

Torino – «I rave party stanno diventando fiere del delirio inammissibili per un paese che si dice civile e vanno regolamentati con un serio e tempestivo intervento delle forze
dell’ordine» così afferma il consigliere regionale di Forza Italia Pietro Francesco Toselli, commentando l’ultimo, tragico rave party che nei giorni scorsi, a Segrate, ha visto la
morte di un ragazzo per overdose.

«Il Piemonte è stato più volte teatro di questi raduni – afferma Toselli – anche in ragione della sua vicinanza alla Francia, dove i rave sono vietati e da cui provengono
quindi molti giovani in cerca di «sballo». Si tratta di manifestazioni che, con la scusa della musica, diventano luoghi di consumo smodato di alcol e spaccio di droga di ogni tipo.
Senza contare il rumore assordante della technomusic, che disturba e stordisce giorno e notte chi abita nei pressi delle aree dove si organizzano di solito questi eventi. Molti giovani poi,
alla fine dell’ubriacatura, si mettono al volante di una auto, esponendo a serio pericolo la via propria e di chi li incontra per strada».

Toselli ha presentato un ordine del giorno a palazzo Lascaris che impegna la Giunta regionale a sollecitare il governo nazionale affinché i rave party siano regolamentati e si svolgano
nel rispetto delle più basilari regole di ordine pubblica e sicurezza.
«Non è nostra intenzione proibire in assoluto tali incontri, ma non è accettabile che essi avvengano nella più totale illegalità e in assenza di controlli da
parte delle forze dell’ordine. Se una pro loco organizza una sagra paesana deve chiedere autorizzazioni e permessi. Per questi eventi, invece, che coinvolgono migliaia di persone, le
autorità lasciano fare, salvo poi allargare le braccia quando si verifica una tragedia. I partecipanti ai rave si danno appuntamento tramite Internet, per cui luogo e data dell’evento
sono facilmente rintracciabili online dalla polizia postale, che può mettere a punto misure per contrastare la degenerazione dei raduni. Chiediamo, quindi, che la Regione intervenga a
livello nazionale per prevenire e gestire adeguatamente tali manifestazioni nel rispetto della legge e del vivere civile».

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