Quote latte, Marini (Coldiretti): «vincono i Paesi del nord Europa»

«Di fronte a costi di allevamento crescenti ci auguriamo che l’aumento delle quote latte non sia un alibi offerto agli industriali per ridurre il prezzo alla stalla agli allevatori mentre
continua a crescere quello pagato dai consumatori».

E’ quanto afferma il presidente della Coldiretti Sergio Marini in riferimento al voto favorevole dell’Italia nel Consiglio dei ministri dell’agricoltura dell’Ue che ha dato il via libera ad un
aumento, dal prossimo primo aprile, del 2 per cento delle quote di produzione di latte in Europa.

L’aumento lineare delle quote latte uguale nei diversi Stati dell’Unione Europea senza tenere conto del fatto che l’Italia è l’unico Paese realmente deficitario nella produzione,
rappresenta – sottolinea il presidente della Coldiretti – l’ennesima sconfitta nazionale nelle trattative comunitarie dopo quella già subita per l’ortofrutta e per il vino, a favore dei
Paesi del Nord».

E’ inaccettabile – ha continuato Marini – che Paesi come l’Olanda che hanno quote per produrre quasi tre volte il proprio fabbisogno interno abbiano avuto lo stesso aumento percentuale
dell’Italia dove quasi la metà del latte consumato è importato dall’estero. Anche se è inutile sottolineare che qualsiasi eventuale aumento non potrà comunque che
essere assegnato esclusivamente ai produttori in regola con la legge nazionale e comunitaria, resta il rammarico per la debolezza negoziale dimostrata anche in questa occasione dall’Italia.

Con la nuova legislatura – ha concluso il presidente della Coldiretti – serve una forte discontinuità con il passato che assicuri all’Italia nelle trattative comunitarie l’autorevolezza
che spetta ad un paese da primato per quantità e qualità nella produzione agroalimentare nell’Unione Europea.

Leggi Anche
Scrivi un commento