PSR Firenze: agricoltura montana e bio in crisi

Coldiretti elogia l’attivismo di molti dei Comuni del Mugello che hanno risposto alla chiamata, mandando in Regione Toscana lettere di sostegno al ripristino delle misure a favore delle
foraggiere e dei marroni, alla fine i tanto sperati premi per la castanicoltura e per il bio sono stati esclusi dal Piano di Sviluppo Rurale e se ne dovrà riparlarne il prossimo anno.

«Ringraziamo le Comunità Montane del Mugello e della Montagna Fiorentina, i Sindaci dei Comuni di Firenzuola, Marradi, Borgo San Lorenzo, Barberino di Mugello, Dicomano, Palazzuolo
Sul Senio, Vaglia, Vicchio e Scarperia – sottolinea Luca Baldassini, Responsabile Coldiretti Mugello – per essersi impegnati nel sensibilizzare la Regione Toscana alle sorti
dell’agricoltura di montagna e con essa del futuro del nostro Mugello. Ringraziamo anche il Sindaco di San Godenzo che pur non sottoscrivendo la comunicazione, ha condiviso il rammarico per
l’esclusione dal Piano di Sviluppo Rurale delle misure ormai note».

Coldiretti spezza una lancia a favore della Regione Toscana «che, una volta resasi conto dei problemi, ha fatto di tutto per risolverli, purtroppo, visti i tempi ristretti, non è
stato possibile, anche per cavilli burocratici, porre rimedio almeno per il presente. Per il futuro sono stati presi impegni per tentare di riportare tutto alla situazione originaria: ovvero,
il premio per le foraggiere e per i marroni. Certo, però, che con l’agricoltura di montagna e soprattutto quella biologica sempre più in crisi – gli fa eco
Roberto Nocentini, Presidente di Coldiretti – «a peggiorare la già precaria situazione del sistema agricolo locale, ci mancavano queste notizie sul nuovo Piano di
Sviluppo Rurale
che rischiano di portare al collasso l’agricoltura di montagna. I rischi più grossi nel Mugello e in tutta la valle, ma è la Toscana tutta, che ne
risentirà, ed in particolare, a farne le spese saranno tutte quelle aziende montane, che proprio per le loro caratteristiche produttive, operano in regime biologico, sia per la
produzione di vetegali (ortaggi, frutta etc) che animale».

I conduttori di marronete, ad esempio, non potranno contare sui 200 euro di premio per ettaro coltivato e alle aziende zootecniche non verrà riconosciuto a pieno la modulazione
sulle foraggiere per un valore di circa 350 euro di contributi mancanti. «Entrambi i contributi – continua Nocentini – erano previsti nel vecchio documento di programmazione, ma
sono esclusi nel nuovo. Abbiamo provato anche a quantificare mediamente il danno – osserva infine Baldassini – la riduzione per i marroni e per le foraggiere inciderà per il 10%
sul prezzo finale del prodotto. In un momento dove tutte le materie prime sono in netto aumento, questo non ci voleva».

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