Provincia di Bergamo: un bilancio da 308 milioni

Bergamo, 10 Dicembre 2007 – Il Presidente della Provincia Valerio Bettoni ha presentato al Consiglio la relazione introduttiva al Bilancio di Previsione 2008, il Bilancio prevede entrate
ed uscite per 308 milioni con spese di investimenti che ammontano a 128 milioni, il Presidente Bettoni nella sua relazione ha in particolare evidenziato il rapporto tra l’economia locale ed il
progetto di sviluppo della Provincia: “Tutto è in movimento a Bergamo: l’economia corre, la società è in risveglio, i progetti della Provincia avanzano.

Quello che non muta è la rigidità e il centralismo delle finanza pubblica e i crescenti “lacci e laccioli” che frenano anche l’adeguata operatività della Provincia.
Rinviare opere programmate costa di più che farle, anche se questo mette in criticità il rispetto del Patto di Stabilità. Chiediamo in definitiva di poter usare, più
e meglio, le risorse che la società bergamasca produce su questo territorio, convinti di poter più efficacemente sostenere lo sviluppo perché meglio conosciamo e meglio
partecipiamo alle attese degli operatori.
Anche su questo aspetto dell’interazione tra le istituzioni del governo locale e la situazione della nostra economia, se volgiamo uno sguardo addietro, all’epoca del primo bilancio del 2000,
registriamo uno straordinario miglioramento.
La prossima settimana verrà presentato l’annuale rapporto sull’economia bergamasca. Spero che da esso scaturisca una conferma dei positivi risultati che le imprese bergamasche hanno
prodotto nel 2006 e che proseguono nel 2007.
La nostra economia corre molto più che altrove perché il nostro modello produttivo ha una forte vocazione verso le esportazioni, oggi sostenute dalla positiva congiuntura
economica europea, mentre è ancora debole la spinta del mercato interno ancora su bassi livelli di crescita.
Aiuta la nostra economia più la forte ripresa tedesca che non i ritardi del sistema Italia.
In particolare registriamo:
una crescita della produzione ben superiore alla media nazionale, la piena occupazione, una forte capacità innovativa, la propensione all’export, la nascita di nuove imprese.
È merito delle imprese e dei lavoratori bergamaschi ma anche la parte pubblica una volta tanto ha rispettato impegni e programmi.
Le istituzioni del governo locale possono mostrare su questo territorio risultati concreti e significativi nel procedere di un ampio disegno di modernizzazione delle infrastrutture e dei
servizi, concepito anni addietro ed organizzato in un Patto per lo sviluppo con le componenti sociali più dinamiche.

Avanzano gli interventi sulle grandi opere della mobilità, la cui inadeguatezza era l’handicap più pesante alla ripresa produttiva con appesantimenti sulla
competitività.
– La quarta corsia della A4 è completata, nei tempi previsti
– la Pedemontana e la Brebemi stanno finalmente passando dalle decennali chiacchiere a progetti definiti e finanziati
– la TAV è già arrivata a Bergamo e può riprendere la sua corsa verso l’est sul corridoio 5 sub alpino.
– La Provincia raccorda su queste grandi dorsali un integrato disegno di riordino di tutto il sistema dei trasporti, nell’interazione tra aeroporto di Orio Al Serio, Autostrade, Alta
velocità ferroviaria, Interporti di snodo ferrro-gomma, le nuove strade provinciali.

Altrettanto impegnativo è l’investimento, che prosegue anche nel Bilancio 2008, sulla qualificazione delle nuove reti dell’economia e del sapere.
La riorganizzazione strutturale del sistema scolastico bergamasco, comporta massicci investimenti non solo nel riammodernamento degli edifici scolastici, ma anche su nuove costruzioni per
favorire autonomia e decentramento, su indirizzi scolastici più rispondenti all’economia territoriale.
La Provincia di Bergamo è nelle prime posizioni per l’efficace gestione del patrimonio scolastico ed è seconda in Italia per il sostegno economico fornito dagli enti locali. Nel
2000 eravamo in forte ritardo sul tasso culturale
formativo, al di sotto della media regionale e delle attese evolutive con ripercussioni sul sistema produttivo in riconversione.
Siamo più avanti di altri anche per la nuova organizzazione della formazione professionale e dei centri per l’impiego.
Abbiamo avviato i cantieri per la posa di una rete di telecomunicazioni a banda larga con 400 km di dorsali in fibra ottica su tutto il territorio, tra le più estese ed innovative
d’Europa.
Si lavora a tutto campo, anche con le società della Provincia che fanno impresa in settori innovativi e strategici. Bergamo sarà presto una delle province più
infrastrutturate d’Italia su tutti i fattori fondamentali per la competitività del territorio e per le aziende che vi operano.
A Bergamo sta diventando realtà concreta quello che mezza Italia sogna e che non si realizza per i veti incrociati, i localismi e il prevalere degli interessi particolari: le grandi
opere che si realizzano per un moderno sistema di trasporti, telecomunicazioni di alta qualità e accessibili a tutti, collegamenti a basso costo con tutta l’Europa, la produzione di
energia elettrica a costi ridotti da fonti pulite e rinnovabili, riconversioni di centrali sul territorio con riduzione dell’inquinamento, gas meno caro, un’efficiente raccolta e smaltimento di
rifiuti, la razionalizzazione del ciclo integrato dell’acqua dagli acquedotti alle fognature, un sostegno efficace all’innovazione tecnologica, al turismo, alle produzioni agro alimentari, una
effettiva tutela dell’ambiente con aree protette tra le più estese d’Europa ed ora anche il progetto di nuova sede della Provincia con l’intervento di riqualificazione urbanistica “Porta
Sud”.
Abbiamo a portata di mano un ciclo virtuoso dove la credibilità delle istituzioni, almeno quelle locali, dà fiducia alle spinte della produzione, riflettendo i positivi andamenti
economici in una qualità più alta del modo di vivere della società nelle sue diverse articolazioni e attese.
Sarebbe davvero un peccato sprecare questa grande occasione di coesione e di ripresa di un nuovo sviluppo davvero sostenibile e partecipato, attento alla qualità e alla
responsabilità”.

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