Progetto Flow – Favorire l'ingresso al lavoro di soggetti svantaggiati tra i 15 e 18 anni

Perugia – “Favorire l’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati in età compresa tra i 15 e i 18 anni con difficoltà relazionali, disagi familiari, difficoltà
di inserimento e carenze ambientali”, è questo l’obiettivo che sta alla base del progetto “Flow”, presentato stamani (giovedì) alla stampa presso la sala Giunta della Provincia di
Perugia alla presenza, tra gli altri, dell’assessore provinciale al Lavoro Giuliano Granocchia e di Fabrizio Boldrini. L’iniziativa è promossa e organizzata dall’Assessorato alla
Formazione Istruzione e Lavoro della Provincia di Perugia, dal Centro Studi Villa Montesca, da Atrium research e innovation (Olanda), da Abif (Austria) e da Ellenic regional development center
(Grecia) e per raggiungere gli scopi prefissi sono stati programmati workshop tecnici: il prossimo è previsto nei giorni 3, 4 e 5 dicembre ’07 a Città di Castello. “L’obiettivo
generale del progetto Flow – si è detto in conferenza – è contribuire, con apposite campagne di informazione e sensibilizzazione, alla riduzione della disoccupazione, tramite
strumenti che facilitino l’ingresso dei soggetti disoccupati nel mercato del lavoro europeo. Con la promozione dell’innovazione, cooperazione (anche virtuale) e l’associazione sopranazionale,
il progetto mira in particolare alla circolazione delle buone prassi per preparare i cittadini europei tramite lo sviluppo delle proprie abilità e la riqualificazione professionale”. Il
progetto si è sviluppato seguendo distinte fasi. Una prima preliminare, in cui sono state compiute l’analisi, la classificazione e l’identificazione dei progetti. Una seconda fase
è operativa, di individuazione dei metodi e degli strumenti utilizzabili nei percorsi di orientamento e formazione professionali distinti per zone tematiche, ed un’ultima fase di
disseminazione dei risultati prodotti all’interno del mercato del lavoro della Comunità. “Tale progetto – ha detto Granocchia – è fortemente coerente con le politiche di
inserimento lavorativo di persone svantaggiate che la Provincia sta portando avanti. Pertanto, non rimane un tassello a se stante ma, al contrario, si va ad inserire in un quadro più
ampio di iniziative concrete”. L’assessore provinciale è passato poi a spiegare “il rafforzamento che hanno avuto gli Uffici del Lavoro dell’amministrazione provinciale tra cui vanno
segnalati quelli che mirano ad inserire nel mercato del lavoro i soggetti della legge 68/99, come Foligno cui si auspica possa essere esteso nel 2008 anche a Città di Castello”. Nel
dettaglio, il progetto mira a definire un intero percorso di orientamento professionale rivolto ad uno specifico target di soggetti svantaggiati che prevede diverse fasi, dalla presa in carico
da parte del Centro per l’Impiego, sino all’accompagnamento nei percorsi di formazione professionale o all’ingresso nel mercato del lavoro. Ma chi sono gli “svantaggiati”?. “La comunità
europea parla di svantaggio riferendosi in particolar modo a portatori di handicap, ex detenuti, tossicodipendenti e quanti rientrano nella cosiddetta nuova povertà – si legge nel testo
del progetto -. In verità dietro la parola svantaggio possono celarsi molti altri aspetti. L’età adolescenziale è così complessa da potersi definire di per sé
causa di svantaggio, inoltre la dispersione scolastica, le difficoltà relazionali, i disagi familiari, le difficoltà di inserimento, l’immigrazione, la scarsa scolarizzazione, le
carenze ambientali, la disabilità fisica o psicologica, sono ulteriori elementi causa di svantaggio sia esso sociale, culturale, fisico o psicologico presi in considerazione dal Centro
per l’Impiego della Provincia di Perugia ai fini della sperimentazione. Un giovane svantaggiato è infatti bisognoso di punti di riferimento stabili e ben definiti. Ed è proprio
per questo motivo che si pensa ad un’unica figura professionale in qualità di orientatore di giovani svantaggiati, una figura professionale polivalente che sia in grado di introdurre al
percorso di orientamento, ma anche di fornire un supporto di carattere psicologico ai destinatari del servizio”.

Leggi Anche
Scrivi un commento