Progetto della Regione Lombardia contro il latte inquinato

Milano – «Il 40% del latte nazionale viene prodotto in Lombardia, oggi più che mai, soprattutto alla luce dei recenti fatti di cronaca, è necessario garantire un
prodotto sicuro e di ottima qualità, due elementi che hanno sempre caratterizzato il modo d’agire della Regione e delle aziende lombarde».

Viviana Beccalossi, vice presidente e assessore all’Agricoltura, parte da questa affermazione per illustrare «Pastori POPS», progetto fortemente voluto dalla Regione, mirato a
fronteggiare eventuali emergenze riguardanti «l’inquinamento» del latte.

«Alla luce del momento delicato che il comparto lattiero caseario sta vivendo – continua Viviana Beccalossi – mi sembra doveroso porre dei punti fermi a tutela e garanzia della salute del
cittadino. Regione Lombardia con questo progetto, ancora una volta, propone azioni concrete, investendo risorse e facendo sistema con realtà di primario livello, puntando sul settore
della ricerca per migliorare la vita della collettività».

Lo studio (che avrà un costo di 700.000 euro, 250.000 dei quali finanziati dalla Regione) vuole individuare gli elementi che causano l’inquinamento del latte, la tipologia ed il livello
di contaminazione, oltre che comprendere le modalità e l’entità del trasferimento dei contaminanti provenienti dal terreno agli animali e quindi ai prodotti alimentari derivati
(latte e carne). «Pastori POPS» permetterà inoltre di valutare la velocità di accumulo dei contaminanti.
«I risultati dei nostri lavori – sottolinea Viviana Beccalossi – saranno a disposizione di tutte le realtà agricole regionali e nazionali che si dovessero trovare in situazioni di
emergenza.
L’intervento sarà particolarmente utile per fronteggiare i casi di contaminazione di latte bovino da PCB (policlorobifenili)».
Soggetto attuatore è l’Istituto tecnico agrario statale «Giuseppe Pastori» di Brescia, provincia italiana in cui viene prodotto la maggior quantità di latte
italiano.
Un’iniziativa, quella della Regione, condivisa da Provincia e Comune di Brescia, Istituto sperimentale italiano «Lazzaro Spallanzani», Centrale del latte, Fondazione iniziative
zooprofilattiche e zootecniche, A2A, Istituto zooproflattico sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna ed Ersaf.

«Offrire un modello operativo efficace – commenta Paolo Taddei, preside dell’Istituto Pastori – significa offrire uno strumento particolarmente importante per proseguire una
attività zootecnica in situazioni critiche o in ambiti territoriali vicini a impianti industriali attivi o dismessi. Un’azione, quella promossa da Regione Lombardia, di grande
responsabilità e di attenzione verso l’intero mondo agricolo, e di sicuro esempio per tutti gli studenti che in Lombardia si avvicinano con passione all’indirizzo agrario».

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