Progetto Capypso: Buoni vacanza europei per le fasce deboli o svantaggiate

Progetto Capypso: Buoni vacanza europei per le fasce deboli o svantaggiate

By Redazione

Buoni vacanza europei per attivare la spesa turistica delle fasce deboli o svantaggiate anche al di fuori dei confini dei singoli Paesi: è la proposta che emerge da “Facilitating Exchanges
Through Calypso: The way forward from the supply side perspective”, l’incontro promosso dal Dipartimento per lo Sviluppo e la Competitività del turismo e dalla Commissione Europea per le
imprese e l’Industria, il 2 e 3 marzo, presso  la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio Italiana, a Roma.

Il progetto Calypso è l’iniziativa a livello comunitario che vuole individuare e progettare forme di assistenza per incrementare il turismo sociale.  Finora per il progetto è
stato stanziato un milione di euro, ma in gioco è il suo rifinanziamento da parte della Ue.

La sola fascia dei disabili, spiega Giovanni Bastianelli, coordinatore nazionale di Confturismo “conta in Europa il 17% della popolazione e solo in Italia è composta da 6 milioni di
persone a cui vanno aggiunti i 9 milioni di familiari a seguito”. Un totale di 50 milioni di viaggiatori con esigenze particolari ma con “una propensione alla vacanza in linea con gli altri
turisti, una spesa più alta della media del 15%, e la presenza di un accompagnatore nel 52% dei casi” ha commentato Alberto Corti,  direttore di Federviaggio.

Ci vuole, però, un’azione di adeguamento infrastrutturale per migliorare l’accessibilità delle destinazioni sul piano dei trasporti e dell’accoglienza ricettiva. “Per questo
Trenitalia ha già istituito  tavoli permanenti con associazioni di persone in disabilità” rivela Gianfranco Battisti, Capo della divisione passeggeri nazionale e
internazionale della compagnia. Se solo il 5% delle strutture ricettive europee è attrezzato, “in Italia sono già 10.000 gli alberghi capaci di accogliere turisti con problemi di
accessibilità” riporta Alessandro Nucara, vicedirettore di Federalberghi e membro della commissione per il dialogo sociale dell’Hotrec (Hotels, Restaurants and Caffè in Europe).
Anche il termale lo ha fatto sin dal 1987, spiega Costanzo Jannotti Pecci, Presidente di Federterme-Confindustria, che sottolinea la “particolare vocazione al turismo sociale del comparto”.
L’offerta sa rivolgersi infatti a tutti i target del progetto Calypso: dal supporto alla medicina geriatrica per gli anziani, alla nuova offerta di wellness per i più giovani.

“Ci vuole un impegno della Ue in materia” prosegue Pecci, che auspica una direttiva europea dedicata. “In Italia  il riconoscimento normativo c’è già stato con la 135/2001,
ma bisogna ancora portare la legge a piena attuazione”, conclude il Presidente di Federterme.

Il lancio dei buoni vacanza anche da noi è stato un primo passo, ma molto c’è ancora da fare. Il limite maggiore dei voucher nazionali è infatti che la spesa turistica
attivata resta confinata all’interno dei singoli stati. Con la proposta dei buoni vacanza europei si potrebbe favorire un meccanismo di flussi e di spesa a livello comunitario.
E in questa direzione va anche l’idea di costruire “una possibile piattaforma, un ufficio deputato oppure un sito web per favorire l’incontro tra domanda e offerta di turismo sociale a livello
europeo”, rivela Franco Ianniello, Capo dell’Unità turistica della Commissione Europea.

Mentre la Federviaggio propone “che l’Europa inserisca tra gli altri sussidi europei – dice Corti – anche il cofinanziamento degli strumenti a sostegno del turismo sociale, se ne sarà
verificata l’incidenza positiva sul gettito d’Iva per la Ue”.

Daniele Di Giovanni
Si Ringrazia Turismoefinanza.it per la gentile collaborazione

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