Professioni: la legge Toscana nasce in modo partecipato

Collesalvetti (LI) – Nasce anche a Collesalvetti, in una villa di campagna del Settecento (Villa Carmignani) attualmente di proprietà della Cassa Forense e gestita dalla
Fondazione nazionale «Giuliana Carmignani», la legge regionale per sostenere le innovazioni delle attività professionali.

E nasce con una metodologia di grande partecipazione nonché con una importante base di consenso fra i rappresentanti (circa 120) di una serie numerosa fra Ordini, associazioni
professionali e rappresentanze sindacali del mondo professionale che hanno accolto l’invito dell’assessore regionale Agostino Fragai a discutere insieme, approfondire e migliorare un testo base
che è già il risultato di precedenti consultazioni.

«Non abbiamo scherzato e non intendiamo scherzare – ha assicurato Fragai all’apertura dei lavori – perché ciò che produrrete in questa giornata arriverà direttamente
nelle stanze del Consiglio Regionale». Consapevoli della singolarità di questa esperienza (in Italia è la prima volta che una legge sulle professioni nasce con una
metodologia così partecipata) i «legislatori di Collesalvetti» si sono divisi in quattro gruppi per affrontare altrettanti aspetti «forti» della proposta di
legge: la Commissione regionale delle professioni, che una volta a regime, formulerà proposte ed esprimerà pareri, alla Regione, nelle materie di interesse delle professioni; il
fondo regionale di rotazione, che servirà per concedere agevolazioni finanziarie ai giovani professionisti sia per la sicurezza dei locali sia per acquisire beni strumentali innovativi e
tecnologici sia per avviare progetti anche in forma associata; una struttura multidisciplinare a servizio dei professionisti e degli utenti, che sarà espressione del mondo delle
professioni e servirà per la formazione, l’informatizzazione, la creazione di reti telematiche e la qualificazione professionale. L’ultimo gruppo di lavoro si è invece occupato
proprio del riconoscimento, da parte della Regione, di associazioni, fondazioni e altre istituzioni di carattere privato espressione di professioni ordinistiche e non ordinistiche operanti in
Toscana.

Ogni gruppo si è riunito per due volte, nel mattino e nel pomeriggio, formulando domande, avanzando chiarimenti, proponendo suggerimenti operativi. Il tutto ripreso in riunioni plenarie
durante le quali l’assessore Agostino Fragai ha avuto modo di tastare il polso sulle richieste. «Prendiamo atto molto volentieri – ha commentato – che ci sia sostanziale consenso sulla
necessità di una norma snella, che semplifichi le procedure, valorizzi l’innovazione, renda il sistema più dinamico e funzionale con il diritto dei cittadini ad avere una vita il
meno complicata possibile». I numeri generali toscani di questo «mondo» con cui la Regione ha oggi scelto di rapportarsi in modo così «innovativo e
trasparente» parlano di circa 190 mila appartenenti al settore ordinistico e di circa 300 mila appartenenti ad associazioni professionali regionali. E i rappresentanti di quello che
Fragai ha definito «un mondo decisivo per costruire la Toscana del domani», hanno lavorato insieme – commercialisti con avvocati, geometri con pranoterapeuti, chimici con
tributaristi, amministratori di condominio e geologi, medici e agronomi – per definire un testo capace di rappresentare i bisogni di tutti, le attese di categorie così diverse.

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