Professionalità dei dipendenti ceduti identica a quella dei dipendenti dell'azienda acquirente

D: Siamo un gruppo di lavoratori di una impresa che verrà ceduta ad un’altra impresa che ha già dipendenti con le nostre stesse caratteristiche professionali. Quali garanzie
abbiamo nel caso di cessione della nostra azienda?

R: Oggi è molto frequente assistere a cessioni, fusioni o concentrazioni di aziende, purtroppo sempre a scapito dei lavoratori. Ma vediamo di rispondere alla domanda: in linea di
principio la tutela è stata stabilita dall’art. 2112 c.c. che dispone, tra l’altro, che, nel caso di cessione dell’intera azienda, o di un suo ramo autonomo, che i relativi rapporti di
lavoro vengano trasferiti al datore di lavoro acquirente.
Sulla base della stessa il lavoratore non può essere licenziato per il semplice fatto che l’azienda cui è addetto è stata ceduta, ma purtroppo tale disposizione è
stata spesso interpretata a danno dei lavorati stessi da parte dei datori di lavoro.
Ed allora sono aumentate le vertenze dei lavoratori.

Spesso infatti il datore di lavoro cede l’impresa o una parte della propria attività produttiva ad una piccola impresa configurando l’operazione come cessione del ramo d’azienda, ma
così facendo spesso il piccolo datore di lavoro acquirente può licenziare tali lavoratori ceduti, che per effetto del passaggi hanno perso le tutele loro riservate nelle aziende
con più di 15 dipendenti.
Contro tali licenziamenti ingiustificati, con i quali è stata elusa la normativa a garanzia della tutela reale contro i licenziamenti illegittimi, che è prevista solo per i
lavoratori delle imprese medio – grandi, i tribunali sono pieni di queste cause. Spesso il datore di lavoro acquirente, a pochi mesi dall’acquisto del ramo d’azienda, aveva cessato
l’attività. In questi casi i giudici hanno pure ritenuto che la cessazione dell’attività ceduta è in sé configurabile come un rischio dell’attività di impresa
e, come tale, legittima. Ma se è dimostrabile che tale cessione è stata effettuata a seguito di un comportamento doloso o di colpa grave del datore di lavoro cedente proprio per
disfarsi dei lavoratori ceduti, allora questi lavoratori licenziati avrebbero diritto al risarcimento del danno da parte dell’imprenditore cedente.

Professionalità dei dipendenti ceduti identica a quella dei dipendenti dell'azienda acquirente

D: Siamo un gruppo di lavoratori di una impresa che verrà ceduta ad un’altra impresa che ha già dipendenti con le nostre stesse caratteristiche professionali. Quali garanzie
abbiamo nel caso di cessione della nostra azienda?

R: Oggi è molto frequente assistere a cessio0ni, fusioni o concentrazioni di aziende, purtroppo sempre a scapito dei lavoratori. Ma vediamo di rispondere alla domanda: in linea di
principio la tutela è stata stabilita dall’art. 2112 c.c. che dispone, tra l’altro, che, nel caso di cessione dell’intera azienda, o di un suo ramo autonomo, che i relativi rapporti di
lavoro vengano trasferiti al datore di lavoro acquirente.
Sulla base della stessa il lavoratore non può essere licenziato per il semplice fatto che l’azienda cui è addetto è stata ceduta, ma purtroppo tale disposizione è
stata spesso interpretata a danno dei lavorati stessi da parte dei datori di lavoro.
Ed allora sono aumentate le vertenze dei lavoratori.

Spesso infatti il datore di lavoro cede l’impresa o una parte della propria attività produttiva ad una piccola impresa configurando l’operazione come cessione del ramo d’azienda, ma
così facendo spesso il piccolo datore di lavoro acquirente può licenziare tali lavoratori ceduti, che per effetto del passaggi hanno perso le tutele loro riservate nelle aziende
con più di 15 dipendenti.
Contro tali licenziamenti ingiustificati, con i quali è stata elusa la normativa a garanzia della tutela reale contro i licenziamenti illegittimi, che è prevista solo per i
lavoratori delle imprese medio – grandi, i tribunali sono pieni di queste cause.
Spesso il datore di lavoro acquirente, a pochi mesi dall’acquisto del ramo d’azienda, aveva cessato l’attività.
In questi casi i giudici hanno pure ritenuto che la cessazione dell’attività ceduta è in sé configurabile come un rischio dell’attività di impresa e, come tale,
legittima.
Ma se è dimostrabile che tale cessione è stata effettuata a seguito di un comportamento doloso o di colpa grave del datore di lavoro cedente proprio per disfarsi dei lavoratori
ceduti, allora questi lavoratori licenziati avrebbero diritto al risarcimento del danno da parte dell’imprenditore cedente.

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