Problema piccioni, Cavallera: «la Regione Piemonte dovrebbe predisporre piani di contenimento»

Torino – I piccioni sono da considerare animali selvatici e non domestici, così affermano recenti pronunce della Corte di Cassazione e dell’Istituto nazionale per la fauna
selvatica: «Ora mi auguro che, finalmente, anche alla luce di queste decisioni, la Regione si attivi per adottare piani di contenimento, consentendo agli enti locali e alle strutture
sanitarie competenti di intervenire per limitare il numero dei volatili, laddove sia necessario».

A parlare è il consigliere regionale Ugo Cavallera, che ha indirizzato un’interpellanza agli assessori regionali alla Sanità e all’Ambiente per sapere quali provvedimenti stiano
mettendo a punto per fronteggiare il problema piccioni.

«Questi volatili rappresentano una potenziale minaccia per la salute di uomini e animali – prosegue Cavallera – poiché portatori di infezioni e malattie, senza contare i numerosi
danni arrecati a edifici e monumenti storici. A ciò si aggiungono i rilevanti problemi per il settore agricolo, più volte sollevati da produttori e associazioni di
categoria».

Cavallera ricorda che i piccioni riescono a cibarsi dei semi già interrati di mais, girasole e sorgo, con conseguente pregiudizio per le coltivazioni. Quando poi vengono a contatto con
le sementi presenti nelle stalle rischiano di trasmettere pericolose malattie agli allevamenti.
«Di fronte all’inesistenza di misure preventive, finora messe in campo dalla Regione per arginare l’emergenza – conclude Cavallera – chiediamo alla Giunta se non ritenga opportuno
procedere al risarcimento degli agricoltori le cui coltivazioni sono state seriamente danneggiate».

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