Prima del Torcolato, Breganze ha fatto tredici

Vanta la primogenitura, tra le feste di piazza italiane d’impronta squisitamente vinaria, la «Prima del Torcolato» che si svolge a Breganze la terza domenica di gennaio, in questo
paese della Pedemontana vicentina e nelle zone circostanti, il terreno alluvionale ed il microclima particolare hanno favorito da sempre la coltivazione della vite.

Il festeggiato della Prima e’ il vino dolce della zona, il Torcolato, in occasione dell’inizio dell’estrazione del mosto dall’uva appassita: grappoli scelti della vendemmia 2007, rimasti per
quattro mesi ad asciugare nei fruttai, sotto i solai delle cantine e nelle case, a fine gennaio iniziano ad essere spremuti con il torchio. Il certosino ciclo lavorativo del Torcolato
richiedera’ quindi altri diciotto mesi, dopo la spremitura soffice cui sono sottoposte le uve quasi completamente disidratate, prima di dare un vino che possa essere degustato con l’appellativo
di «Torcolato».

Dall’anno dell’iscrizione del Torcolato tra le specialita’ a Denominazione di Origine Controllata di Breganze, la «Prima» e’ divenuta una festa pubblica in suo onore. La prima
edizione e’ datata 1995. Quest’anno l’appuntamento si rinnova domenica 20 gennaio, sempre nel centro di Breganze, in piazza Mazzini. Durante questa festa, tutti i produttori portano le proprie
uve e le uniscono in uno stesso torchio per spremere il mosto del «Torcolato di Prima», che sara’ pertanto un vino assolutamente unico. Se ne produce talmente poco, soprattutto dopo
l’assaggio del mosto cavato che ogni anno si consuma in piazza, a sazieta’ del pubblico presente, che, delle poche bottiglie ricavate, dopo due anni viene fatto dono alle autorita’ presenti
alla festa. Quest’anno, oltre al tradizionale mercatino dei prodotti tipici della Pedemontana, in piazza Mazzini si terra’ anche un’asta pubblica di alcune bottiglie del «Torcolato di
Prima» Vendemmia 2005, il cui ricavato sara’ devoluto in beneficenza.

Il torchio utilizzato per la «Prima» e’ un pezzo d’epoca, a leve. Costruito negli anni Trenta ed utilizzato da una parrocchia di Breganze fino agli anni Cinquanta, venne acquistato
all’asta ed utilizzato per qualche anno dal nonno di un socio della Strada del Torcolato. Caduto in disuso, dopo di allora e’ sempre rimasto in casa, tra le cose vecchie perfettamente
efficienti di cui, nelle campagne, non ci si disfa mai tanto facilmente. E’ dotato di un riduttore, che permette alla forza delle braccia di due uomini, necessaria per azionarlo, di spremerne
il contenuto a due velocita’, a seconda della lavorazione richiesta. Caratteristica inconfondibile e’ il suo tintinnio, un tempo familiare in tutte le contrade di questa zona, prodotto dai
cunei metallici che trasmettono il movimento alla vite centrale, quando azionati in un verso, mentre girando nell’altro si muovono liberi, scivolando sopra una ruota dentata, meccanismo assai
simile agli scappamenti d’orologeria. Completamente ripristinato ed adeguato alle norme sanitarie nelle parti che raccolgono il liquido, che sono state rivestite di resina idonea al contatto
con gli alimenti, il torchio della «Prima» reca ancora quasi tutte le assi originali.

Al Torcolato, l’aggettivo «passito» va forse un po’ stretto. Sicuramente gli puo’ essere rivolto con una puntualizzazione: la maderizzazione, caratteristica preponderante di molti
grandi vini passiti, italiani e non solo, nella produzione di questo vino e’ mantenuta sotto controllo strettissimo. Cio’ che i produttori di Torcolato ottengono in questo modo, e’ un vino che
in degustazione risulta memorabile non per il sapore di vecchio, che, come detto, e’ trascurabile o assente, ma per il suo colore giallo dorato, il suo profumo intenso di miele di acacia e
fiori bianchi, il sentore in bocca di frutta, di fichi e di albicocche secchi, di datteri e nocciole, con leggere note di agrumi, come di scorze di mandarino. Una accenno speziato puo’ essergli
impartito dall’affinamento in legni nobili, a discrezione del produttore. Cio’ che si ottiene quindi e’ un vino che i produttori amano descrivere come «dolce-non-dolce», in cui la
straordinaria dolcezza e’ contemperata da una buona acidita’, che gli deriva dall’uva Vespaiola, autoctona di Breganze, da cui ha origine.

A questo capolavoro della tradizione vitivinicola del Vicentino, il perfezionamento donatogli dalla moderna enologia e la Denominazione di Origine Controllata, hanno conferito quel quid
stilistico e sensoriale che oggi ne fa un vino molto ricercato ed apprezzato nel mondo, dalle Americhe all’Asia all’Australia, oltre naturalmente a tutta l’Europa. Per tutte queste ragioni, e
per molte altre ancora, che qui sarebbe impossibile descrivere con compiutezza, il Torcolato e’ esso stesso pietra angolare del sempre piu’ vasto edificio costituito dai migliori vini da
meditazione e certamente non e’ assimilabile ad alcun altro «vino passito».

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