Prezzo del latte: entra nel vivo la trattativa

Cremona – Entra nel vivo la trattativa per la definizione del prezzo del latte alla stalla per la regione Lombardia per la campagna 2008/2009, in preparazione al terzo incontro
tra i rappresentanti dell’agricoltura e la parte industriale (previsto per oggi, dalle ore 15 a Milano, presso Unioncamere) stamattina gli allevatori del territorio conferenti all’industria
sono stati chiamati a raccolta da Coldiretti Cremona, presso l’Ufficio Zona di Crema, per poterli aggiornare in maniera precisa sulle diverse posizioni in campo e con loro definire le strategie
da attuare a supporto della trattativa.

Numerosissimi imprenditori agricoli hanno risposto all’invito, raccogliendosi alle 9.30 nella Sala Domenico Soldo, che era stracolma. Erano presenti Assuero Zampini, Direttore di Coldiretti
Cremona, e Pietro Scolari, Responsabile provinciale dell’Ufficio Economico della Federazione.

Dopo una breve analisi del positivo andamento di mercato dei prodotti lattiero-caseari, sono stati illustrati agli allevatori i costi di produzione sulle materie prime per l’alimentazione delle
bovine e l’incidenza di queste sul kilo/latte. Si è poi passati a trattare della recente manifestazione organizzata venerdì scorso dai Cobas, dove per la prima volta questi ultimi
hanno ammesso di volersi regolarizzare trovando una soluzione sul pregresso (soluzione che la legge 119/2003 già prevede, ovvero la rateizzazione del debito pregresso in 14 rate
annuali), anche in considerazione del fatto che più di 130 imprese aderenti ai Cobas stessi si trovano attualmente con i conti correnti bloccati in seguito al mancato pagamento delle
multe pregresse e delle cartelle esattoriali che sono state emanate dalla Regione Lombardia per il recupero dei crediti nei confronti dell’erario.

In materia di trattativa sul prezzo del latte, il fronte degli allevatori della Coldiretti si è mostrato compatto e determinato nel chiedere almeno la conferma del prezzo pagato
attualmente dall’industria, per qualche mese, in attesa di verificare gli scenari internazionali che si potrebbero venire a creare a partire dalla prossima estate. «Non possiamo
assolutamente tollerare una diminuzione del prezzo del latte alla stalla perché, da una parte, non ci sono i presupposti, in quanto il mercato dei prodotti lattiero-caseari è
positivo, mentre d’altro canto i costi per la produzione sono via via crescenti – sottolinea Scolari -. Basti pensare che il costo dell’energia, in seguito all’impennata del petrolio, è
aumentato del 30 per cento rispetto allo scorso anno. Le materie prime per l’alimentazione delle bovine hanno registrato incrementi nell’ordine del 40-50 per cento, sempre rispetto ad un anno
fa».
«Ci troviamo di fronte a una situazione che mostra diverse posizione all’interno di Assolatte – evidenzia il Direttore Zampini -. Mentre da un lato esiste una parte ragionevole
dell’industria che non pone in discussione il livello attuale del prezzo, vi è invece un’altra parte, costituita principalmente dai produttori di grana, che intenderebbe scaricare i
propri sbagli in termini di quantità di produzione sugli agricoltori, proponendo riduzioni di prezzo del latte alla stalla. Questo tipo di posizione non può essere accettata, in
primo luogo in considerazione del fatto che gli agricoltori stanno affrontando costi di produzione che di giorno in giorno crescono e gravano sulle spalle della produzione. Coldiretti si
aspetta che l’industria riconosca, anche economicamente, la qualità del latte made in Italy».

«A questo proposito, oltre al convincimento che non si può neanche parlare di riduzioni del prezzo, ma anzi a nostro avviso è possibile una ridefinizione del prezzo in
chiave positiva, alla luce dell’andamento di mercato – prosegue Zampini -, nell’incontro di stamattina ha trovato immediato riscontro la proposta di Coldiretti di iniziare a spostare il
conferimento di stalle da caseifici con indirizzo a grana a industrie che producono altri tipi di produzione (latte fresco, formaggi molli, ecc). Tale proposta è stata condivisa dagli
allevatori presenti che, seduta stante, hanno dato l’adesione alla Coldiretti affinché organizzi incontri con le industrie e i trasformatori disponibili al ritiro del latte e non
partecipanti alla fronda che chiede la riduzione del prezzo».

«Fin da ora Coldiretti, in forza del mandato ricevuto, sta organizzando i contatti – conclude Zampini – per far sì che già dalla prossima settimana si possano valutare e
concretizzare gli spostamenti degli allevatori e delle forniture del latte. Questa azione consentirà due effetti benefici: in primo luogo, alleggerirà la produzione di grana, e in
seconda battuta darà un segnale indiscutibile, a testimonianza del fatto che le presunte eccedenze di latte non esistono».

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