Prezzi energia: dal 1° aprile per le piccole imprese manifatturiere rischio aumenti del 12,6%

Dal 1° aprile, oltre 1700000 piccole imprese manifatturiere e dell’edilizia rischiano di subire aumenti del 12,6% del costo dell’energia elettrica, pari a 226 milioni di maggiori costi, i
rincari derivano dal nuovo meccanismo di calcolo, introdotto con la delibera 181/2006 dell’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas, che differenzia le stime dei consumi per fasce
orarie e che si applicherà a tutte le imprese in bassa tensione con potenza disponibile pari o inferiore a 55 kW.

Il nuovo sistema avrà pesanti ripercussioni su quella quota di piccole aziende che hanno un consumo diurno feriale poco flessibile, cioè quelle che, per lavorare, utilizzano
energia dal lunedì al venerdì dalle ore 8 alle 18 e che non possono spostare i propri consumi in fasce meno care.

Il problema è stata segnalato dal Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini al Presidente dell’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas Alessandro Ortis.
Nella lettera ad Ortis, il Presidente Guerrini sottolinea che «le modifiche introdotte dall’Autorità provocheranno rincari del 12,6% del costo dell’energia elettrica per il 26%
degli utenti non domestici in bassa tensione, vale a dire per 1.706.089 aziende dei settori manifatturiero e dell’edilizia i cui consumi si concentrano per l’85% nella fascia tariffaria F1
(ossia dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 18) e per il 15% nella fascia tariffaria F23 (sabato o con qualche turno notturno/ domenicale) e che non possono spostare i propri
consumi nelle ore notturne o nel fine settimana».

Guerrini fa anche rilevare: «Questi aumenti si aggiungono ad un costo dell’energia per le PMI tra i più alti d’Europa e sono difficilmente sostenibili nell’attuale fase di
congiuntura economica. Inoltre le piccole imprese subiscono pesantemente gli effetti delle anomalie del mercato dell’energia elettrica caratterizzato dalla concentrazione del mercato libero
nelle mani di pochi operatori e da un sistema fiscale sull’energia fortemente sperequata a danno delle PMI. Tutti questi fattori di contesto rappresentano un forte ostacolo alla
competitività delle imprese e del Paese».

Il Presidente di Confartigianato sollecita quindi l’intervento del Presidente Ortis «per assumere misure utili ad attenuare l’impatto sulle piccole imprese del nuovo sistema di
rilevazione dei consumi per fasce orarie, garantendo al mercato, agli operatori e agli utenti finali il tempo di organizzarsi affinché il passaggio avvenga con logiche di
omogeneità, equità e trasparenza».

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