Previdenza complementare: le agevolazioni in favore delle imprese

L’Agenzia delle Entrate con la maxicircolare in commento, tra l’altro, rende note le sue osservazioni in merito alle misure compensative per le imprese riconosciute dall’articolo 10 del decreto
legislativo 5 dicembre 2005, n. 252 (di seguito decreto) (1) quale ristoro a fronte della perdita della disponibilità del TFR.
In particolare tali misure consistono :
– nella deduzione dal reddito di impresa di un importo pari al 4% (6% per le imprese con meno di 50 addetti) dell’ammontare del TFR annualmente destinato a forme pensionistiche
complementari;
– nell’esonero, per il datore di lavoro, dal versamento del contributo al Fondo di garanzia nella stessa percentuale di TFR maturando conferito alle forme pensionistiche complementari e al
Fondo di Tesoreria;
– nella riduzione del costo del lavoro, attraverso una riduzione degli oneri impropri (contributi per assegni familiari, maternità, disoccupazione), correlata al flusso del TFR
maturando.

Deduzione dal reddito di impresa – Il comma 1dell’articolo 10 del decreto dispone che dal reddito d’impresa è deducibile un importo pari al 4 per cento dell’ammontare del TFR
annualmente destinato a forme pensionistiche complementari e al Fondo per l’erogazione ai lavoratori dipendenti del settore privato dei trattamenti di fine rapporto di cui all’articolo 2120 del
codice civile e che per le imprese con meno di 50 addetti tale importo è elevato al 6 per cento.
L’Agenzia ritiene che tale disposizione vada coordinata con l’articolo 105, comma 3, del TUIR, novellato dall’articolo 21, comma 4, del decreto, che dispone che “L’ammontare del TFR annualmente
destinato a forme pensionistiche complementari è deducibile nella misura prevista dall’articolo 10, comma 1, del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252”, nel senso che accanto alla
deducibilità della quota di TFR maturata nell’esercizio, prevista dal comma 1 del medesimo articolo 105, va aggiunto l’ulteriore importo previsto dall’articolo 10, comma 1, del decreto.

Inoltre, l’Agenzia precisa che al fine di stabilire la percentuale (4 o 6 per cento) da applicare all’ammontare del TFR destinato annualmente alle forme pensionistiche complementari e/o al
Fondo di Tesoreria occorre stabilire il numero degli addetti occupati nell’impresa facendo riferimento alla circolare INPS n. 70 del 3 aprile 2007.

Sconto sui versamenti al fondo di garanzia – Il comma 2 dell’articolo 10 del decreto dispone che “Il datore di lavoro è esonerato dal versamento del contributo al Fondo di
garanzia previsto dall’articolo 2 della legge 29 maggio 1982, n. 297, e successive modificazioni, nella stessa percentuale di TFR maturando conferito alle forme pensionistiche complementari e
al Fondo per l’erogazione ai lavoratori dipendenti del settore privato dei trattamenti di fine rapporto di cui all’articolo 2120 del codice civile”. Al riguardo l’Agenzia ricorda che il
parametro di riferimento per il calcolo di tale misura compensativa è la quota annuale di TFR che è stata conferita dal lavoratore, esplicitamente o tacitamente, a forme
pensionistiche complementari o che è stata versata al Fondo di Tesoreria.

Riduzione degli oneri impropri – Mentre le due misure compensative sopra citate sono pienamente operative già dall’anno 2007, la compensazione dei costi per le imprese mediante
una riduzione del costo del lavoro, attraverso una riduzione degli oneri impropri (2), correlata al flusso del TFR maturando conferito nei limiti e secondo quanto stabilito dall’articolo 8 del
decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, come modificato dalla legge n. 296 del 2006, introdotta dal comma 3 dell’articolo 10 del decreto,
sarà possibile solo a partire dal 1 gennaio 2008. La riduzione degli oneri impropri sarà contenuta e graduale come segue :

-dal 2008: 0,19 punti percentuali
-dal 2009: 0,21 punti percentuali
-dal 2010: 0,23 punti percentuali
-dal 2011: 0,25 punti percentuali
-dal 2012: 0,26 punti percentuali
-dal 2013: 0,27 punti percentuali
-dal 2014: 0,28 punti percentuali

(1) in applicazione dei criteri di delega stabiliti nell’articolo 1, comma 2, lettera e), n. 9), della legge n. 243 del 2004
(2) tale riduzione riguarda i contributi sociali a carico del datore di lavoro, quali assegni familiari, maternità, disoccupazione

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