Presentato il Rapporto sulla finanza laziale 2007

Roma – Il Lazio presenta il più basso livello di spesa pubblica autonoma fra le regioni a statuto ordinario: 1205 euro per abitante, contro una media nazionale di 2088 euro, allo
stesso tempo, risulta elevata proprio nel Lazio la dimensione della spesa pubblica attivata dall’amministrazione centrale: 21502 euro pro capite a fronte di una media italiana di 15964.

E’ quanto emerge dal ‘Rapporto sulla finanza locale del Lazio 2007’, presentato presso la facoltà di Economia dell’università ‘La Sapienza’ di Roma. Realizzato dal dipartimento di
Economia pubblica dell’Università ‘La Sapienza’in collaborazione con Sviluppo Lazio, per conto dell’assessorato regionale al Bilancio, il rapporto evidenzia le scelte finanziarie messe
in atto dagli enti locali del territorio, analizzandone la dinamica di entrate e spese e l’evoluzione degli interventi nei diversi settori di spesa, sia ordinaria sia di investimento.

Una parte della ricerca è dedicata alla spesa sanitaria del Lazio. Nel periodo 2006-2007, in particolare, si e’ verificata un’inversione di tendenza con una variazione percentuale dello
0,7% contro l’1,8% registrato a livello nazionale. I dati riportati mostrano, poi, che nei primi 8 mesi del 2007 la spesa farmaceutica e’ diminuita del 14,3%, contro una media nazionale
dell’8,1%.

«Questo rapporto – ha commentato Piero Marrazzo, presidente della regione Lazio, intervenendo alla presentazione – spiega le dinamiche al di la’ dei numeri. Abbiamo il più
importante Pil regionale del Paese, secondo solo a quello della Lombardia. Ma emerge, soprattutto, che abbiamo una spesa pubblica bassa. Ci troviamo – ha proseguito – di fronte a una situazione
nuova per il Lazio: una situazione di controllo e monitoraggio della spesa pubblica. L’obiettivo principale e’ quello di avere una regolarità nella contabilità, grazie anche a una
politica della partecipazione, che permette di intercettare, sul territorio, i bisogni non soddisfatti dei cittadini».

«Dai dati – ha precisato Marrazzo – emerge che l’impegno da prendere è quello di creare una catena di sussidiarietà istituzionale. Per questo, abbiamo intrapreso tre strade:
abbiamo intuito nella politica del Por la chance di questa regione; abbiamo puntato su una politica dei distretti industriali che faccia confluire i finanziamenti dei Por, Psr, ecc. in
distretti collocati sugli ‘asset’ della produzione; abbiamo puntato tutto sulle infrastrutture». «Inoltre – ha concluso – presto chiuderemo un importante accordo con il ministro
delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, al fine di abbattere, entro il 2009, il digital divide del territorio regionale portando la banda larga ovunque».

Per l’assessore regionale al Bilancio, Luigi Nieri, «il rapporto risponde alla necessità di mettere ordine nei conti». «Quella del Lazio – ha detto – è
un’economia importante per tutto il Paese e questo è dimostrato dal fatto che rappresenta il secondo Pil regionale più importante. Un’economia caratterizzata dalla presenza sul
territorio, da un lato, della Capitale, che traina notevolmente l’economia, e dall’altro di aree che procedono assai a rilento». «Gli obiettivi principali – ha spiegato Nieri –
sono, da un lato, la riduzione della leva fiscale, sebbene non avessimo mai avuto un’economia particolarmente sofferente rispetto alla pressione fiscale e, dall’altro, avere sempre a
disposizione i bilanci delle Asl e delle amministrazioni locali».

Il responsabile del Servizio Studi di Sviluppo Lazio, Marcello Degni, ha sottolineato come il Rapporto nasca «dall’esigenza di approfondire la conoscenza del territorio, per studiare
l’intervento pubblico e i suoi effetti, in modo da fornire al decisore tutte le nozioni utili». «Per il futuro – ha anunciato – puntiamo ad avere rapporti più
aggiornati».

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