Potenza: Prima Conferenza regionale sulla “Casa”. Molte le famiglie che non riescono a sostenere i costi delle locazioni del libero mercato

 

Potenza – “Il problema della casa costituisce ancora oggi, per strati estesi della popolazione sia a livello nazionale che regionale, uno dei principali fattori di disagio
e di criticità.

Accanto alla richiesta di alloggi in affitto a canone moderato, proveniente dalle categorie sociali tradizionalmente svantaggiate, quali disoccupati, lavoratori precari, pensionati,
immigrati, che da sempre hanno cercato nell’edilizia pubblica una risposta al problema abitativo, stanno attualmente emergendo “nuovi fabbisogni” manifestati da
anziani, studenti,disabili, giovani coppie, famiglie monoreddito”.

Lo ha affermato l’assessore alle Infrastrutture, Opere pubbliche e Mobilità, Innocenzo Loguercio, in apertura dei lavori della prima Conferenza regionale sulla
“Casa”, in corso di svolgimento a Potenza nell’Aula Magna del Campus dell’Università degli Studi di Basilicata.

“L’attuale situazione di crisi economica in cui versa il nostro Paese – ha proseguito l’esponente del governo regionale – richiede uno sforzo straordinario per
innovare le politiche abitative che vanno coniugate con la riforma dello stato sociale, il rilancio degli investimenti e dell’occupazione.

Si tratta, in particolare, di individuare un insieme di misure, che, attuate con la necessaria efficacia ed efficienza, diano risposte a coloro per i quali oggi i margini di tutela per
l’accesso a condizioni abitative sicure, dignitose ed economicamente compatibili si vanno sempre più riducendo”.

“Le famiglie meno abbienti, che si trovano nell’impossibilità di accedere al libero mercato della locazione – ha sottolineato Loguercio – si rivolgono al comparto
dell’edilizia residenziale pubblica per poter individuare adeguate soluzioni alloggiative.

Quest’ultimo, tuttavia, non è in grado di soddisfare la crescente domanda a causa essenzialmente della drastica riduzione di risorse a cui è stato sottoposto”.

“Dal 1998, anno in cui è cessato il prelievo ex-Gescal dalla busta paga – ha continuato l’assessore – dei lavoratori dipendenti, lo Stato non trasferisce
più risorse alle Regioni per i programmi di investimento nel settore dell’Edilizia Residenziale Pubblica (Erp).

Il perdurare della mancanza di una adeguata legislazione sul regime delle locazioni e la mancanza di politiche che indirizzino le risorse di edilizia residenziale pubblica ad accrescere
il patrimonio di alloggi da destinare alla locazione a canoni calmierati concorrono all’aggravamento della situazione”.

“Nella Regione Basilicata – ha puntualizzato Loguercio – le risorse statali, unitamente a quelle integrative regionali, hanno consentito, nell’anno 2008, di soddisfare
il 47 per cento del fabbisogno.

E’, pertanto, fondamentale ed auspicabile l’incremento sostanziale delle risorse in tal senso stanziate dallo Stato al fine di soddisfare appieno la domanda senza generare
dinamiche devastanti dei tessuti sociali nei territori.

Dall’anno 2000 ad oggi sono state programmate dalla Regione Basilicata nel settore dell’edilizia residenziale pubblica a canone sociale o calmierato circa 140 milioni di
euro.

Per quanto attiene all’edilizia agevolata le risorse messe in campo ammontano a complessivi 71 milioni di euro che consentiranno la realizzazione di n. 760 alloggi da parte di
Cooperative edilizia, di n. 430 alloggi da parte di Imprese di costruzione, di n. 260 alloggi da parte delle Ater di Potenza e Matera e la concessione di contributi a privati per
l’acquisto di n. 670 alloggi e per la ristrutturazione di 750 alloggi”.

“Al fine di dare una risposta al crescente mercato dell’affitto – ha sostenuto l’assessore alle Infrastrutture Innocenzo Loguercio – si ritiene necessaria una
iniziativa politica comune, Stato e Regione, che abbia come obiettivo quello di introdurre elementi di dinamicità nell’offerta di alloggi, puntando sull’ampliamento delle
unità abitative disponibili per la locazione, con particolare riguardo per i bisogni di quelle famiglie che, escluse dall’accesso all’edilizia residenziale pubblica, non sono
tuttavia in grado di sostenere i costi delle locazioni del libero mercato, realizzando un patto sociale per un mercato alternativo”.

Il “Piano Casa” nazionale – ha concluso – quantunque foriero di importanti novità quali il coinvolgimento dell’imprenditoria privata (Progetto di
finanza), il reperimento delle disponibilità di aree e la defiscalizzazione, pur privilegiando il target delle giovani coppie e del monoreddito con previsione di riscatto, non
puntualizza la risoluzione delle problematiche legate alle fasce socialmente deboli e pertanto questo problema necessita di maggiore focalizzazione nell’ambito di un nuovo
welfare”.

 

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