Più sicurezza in Piemonte per tatuaggi e piercing

Piemonte, 19 Novembre 2007 – Regole ferree e controlli più rigorosi in Piemonte per chi intende esercitare attività di tatuaggio, piercing, trucco permanente e forature dei
padiglioni auricolari, lo prevede un disegno di legge approvato oggi dalla Giunta regionale, che per la prima volta disciplina questa materia con l’introduzione di una serie di misure volte a
tutelare la salute dei cittadini.

«Se non eseguite in condizioni di sicurezza – spiega Eleonora Artesio, assessore alla tutela della salute e sanità – le pratiche invasive nel corpo possono rappresentare un veicolo
di trasmissione di malattie infettive per via ematica, come quelle prodotte dal virus dell’epatite B o dell’Hiv, che a volte possono avere conseguenze mortali. L’inoculazione nella cute di
sostanze chimiche, inoltre, può provocare reazioni indesiderate di tipo tossicologico o di sensibilizzazione allergica. Di qui la necessità, vista anche la diffusione che il
fenomeno ha avuto negli ultimi anni presso tutte le fasce di popolazione, di colmare il vuoto legislativo attualmente esistente a livello nazionale, con la predisposizione di un disegno di
legge – che ora passerà al vaglio del Consiglio regionale – che fissi le norme da osservare per un esercizio corretto di queste pratiche e che delinei un adeguato sistema di vigilanza da
parte delle autorità competenti».

Il provvedimento prevede innanzitutto che chi voglia avviare un’attività di tatuaggio, di piercing o di trucco permanente o semipermanente e pratiche correlate debba, oltre ad aver
compiuto i 18 anni e adempiuto agli obblighi scolastici, anche essere in possesso di un attestato di frequenza e superamento di specifici corsi finalizzati all’apprendimento di adeguate
conoscenze tecniche sotto il profilo igienico-sanitario, in relazione ai rischi per la salute che possono derivare da queste pratiche. Le modalità di organizzazione dei percorsi
formativi e delle prove d’esame conclusive verranno fissate dalla Giunta regionale con un regolamento successivo all’approvazione delle legge, in cui verranno inoltre definiti i requisiti
minimi gestionali, strutturali e igienico-sanitari richiesti, le modalità di utilizzo delle attrezzature e dei pigmenti colorati, nonché individuate le parti anatomiche in cui
sarà vietato eseguire tatuaggi e piercing, per le possibili conseguenze invalidanti.
Coloro che intendono avviare l’attività, inoltre, dovranno darne comunicazione al Comune e all’Asl di competenza, nonché iscriversi a un Registro regionale che verrà
appositamente costituito per consentire tra l’altro ai cittadini di poter verificare se il centro cui intendono rivolgersi sia o meno in regola.

Ed ancora, a tutela dei minori, il provvedimento vieta che possano essere eseguiti tatuaggi, piercing o trucco permanente in soggetti di età inferiore ai 14 anni. Fa accezione, in questo
quadro, la foratura del lobo dell’orecchio, purché il minore sia accompagnato da chi esercita la patria potestà. I ragazzi tra i 14 e i 18 anni, invece, potranno sottoporsi a
queste pratiche, a condizione che chi esercita la patria potestà rilasci di persona il consenso informato. La violazione di queste norme è punita con una sanzione amministrativa
che va da 1.600 a 10.300 euro.

In ogni caso, i monili per piercing non dovranno contenere nichel e l’eliminazione dei tatuaggi non potrà avvenire in strutture non sanitarie in cui non ci sia la presenza di personale
medico. Tatuatori e piercer, infine, dovranno sempre acquisire il consenso informato dei propri clienti prima di sottoporli al trattamento, nonché compilare per ciascuno di essi una
scheda individuale da conservare per almeno cinque anni.

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