PIL, Vecchioni (Confagricoltura): «distinguere l'agro-industriale dal primario»

“E’ giunto il momento che le elaborazioni statistiche, ufficiali e no, si basino non solo sul primario, ma anche sull’agro-industriale, quale si è venuto configurando con le
trasformazioni degli ultimi decenni, se non si fa ciò, si offre in sede statistica una fotografia che non coglie la realtà dell’economia nella sua interezza”.

Lo ha sostenuto il presidente della Confagricoltura Federico Vecchioni, ribadendo l’esigenza di innovare le modalità con cui si configura e misura il comparto agro-industriale,
soprattutto in un tempo in cui la statistica economica, le relative analisi e la loro rappresentazione nei mezzi di comunicazione, e le misure che conseguentemente vengono proposte, svolgono un
ruolo fondamentale negli indirizzi del governo e nel confronto con le parti sociali.

“Il comparto agro-industriale – ha detto il presidente Vecchioni- ha acquisito progressivamente una sua autonomia e rilevanza, anche a livello internazionale, tale che non regge più la
confusione dei dati statistici con quelli del settore primario”.

“Così nella rappresentazione, per esempio, degli andamenti del PIL, spesso sfavorevoli per il generale comparto agricolo – ha continuato – non si tiene conto, invece, dei progressi che
segna il settore agro-industriale. Ne risulta una immagine sfocata, ma soprattutto ne discendono anche possibili decisioni di policy non adeguate”.

Confagricoltura ritiene che, al fine di meglio conoscere per deliberare, sia necessaria una riflessione sulla materia, in tempi brevi. Per questo intende mettere a punto uno studio, su basi
rigorosamente scientifiche, per sostenere la espunzione, a fini statistici (e di ciò che ne consegue) del settore agro-industriale dal primario. “Uno studio sui risultati del quale
intratterremo tempestivamente le nostre imprese, le autorità competenti e i media”.

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