Pietro Consagra necessità del colore sculture e dipinti 1964-2000

Verona – 20 giorni di proroga per poter visitare la mostra che il Comune di Verona, Assessorato alla Cultura, Direzione Musei d’Arte e Monumenti, dedica alla figura di Pietro Consagra,
l’esposizione, curata da Luca Massimo Barbero e Gabriella Di Milia, è realizzata in collaborazione con l’Archivio Pietro Consagra e rimarrà, dunque, aperta al pubblico sino alla
domenica 20 aprile 2008 in 2 sedi contemporaneamente: alla Galleria dello Scudo e al Museo di Castelvecchio.

Sono esposte una cinquantina di opere di pittura e scultura, che ripercorrono l’arco di quarant’anni di lavoro, dal 1964, quando il principio dell’immagine frontale si amplia nella
teorizzazione della «bifrontalità», e nel felice uso del colore.

L’itinerario della sezione presso il Museo di Castelvecchio si apre, nella superba Galleria delle Sculture, con Trama, l’imponente installazione di sette sculture bifrontali di legno da
considerare uno degli esempi più significativi del nuovo indirizzo della ricerca di Consagra. Progettata per la Biennale di Venezia del 1972, era allestita all’ingresso del Padiglione
Italia in uno spazio volutamente ristretto, per indurre il visitatore a un attraversamento coinvolgente.
Trama è realizzata l’anno in cui l’artista scopre il fascino delle «pietre» e delle infinite varianti della policromia in natura: nascono allora sculture di forte impatto,
per l’enfasi dei marmi preziosi da cui sono ricavate e, soprattutto, per la modalità di approccio del tutto nuova richiesta allo spettatore. Prove di questo sperimentare sono, nelle sale
della Galleria dello Scudo, la Bifrontale pietra della Versilia giallo di Siena del 1973 e la Bifrontale onice giallo del 1975, che anticipano di poco le due imponenti Muraglia
«Cangrande», marmo rosso Magnaboschi e Muraglia, giallo Mori e verde Alpi, innalzate nel giardino di Castelvecchio dopo un accurato restauro, proprio dove Scarpa le aveva collocate
nella mostra del 1977.

Una particolare attenzione viene dedicata all’attività pittorica, documentata da numerose tele di grande formato. Così, il coloratissimo Fondo giallo dipinto nel 1981, o la
moltiplicazione delle immagini che occupa l’intero campo di Fondo rosa del 1984, sottolineano quanto stretto sia il dialogo con i coevi lavori di pietra o di legno, quasi un cortocircuito che
assesta la pittura di Consagra in una posizione per nulla secondaria rispetto alla scultura.
Chiude l’esposizione la Doppia bifrontale, un ferro bianco di cinque metri di lunghezza eseguito nel 2000, successivamente ingrandito in ancor più monumentali dimensioni per la sede del
Parlamento Europeo di Strasburgo. Per la consueta e sapiente distribuzione dei pieni e dei vuoti, messa in risalto dalla purezza di una cromia quasi stridente nel contrasto con l’architettura
di Castelvecchio, l’opera è l’ennesima formulazione di un pensiero estetico rigoroso.

La rassegna è ordinata da Gabriella Di Milia, storica dell’arte e Direttore dell’Archivio Pietro Consagra di Milano, e da Luca Massimo Barbero, Associate Curator della Peggy Guggenheim
Collection di Venezia, autore di un saggio che, in apertura del ricco catalogo edito da Skira, traccia uno stimolante itinerario attraverso le opere presenti nella mostra.
Il volume è arricchito da un contributo di Fabrizio D’Amico, docente di storia dell’arte contemporanea all’Università di Pisa, centrato sulla valenza autonoma della pittura, e da
un testo inedito di Abraham M. Hammacher, tra le voci più autorevoli della critica specialistica del secondo dopoguerra, che analizza l’intera ricerca di Consagra con una interpretazione
di sorprendente attualità. Fotografati da Claudio Abate, i lavori proposti per l’occasione, sono commentati da Francesco Tedeschi, suddivisi in quattro sezioni; nell’ultima, Paola
Marini, Direttore del Museo di Castelvecchio, introduce i saggi di Giovanni Carandente e Licisco Magagnato, datati 1977, come prologo allo studio approfondito delle sculture ubicate nella
prestigiosa sede museale.
Il racconto biografico, con la pubblicazione di numerosi documenti inediti, è di Francesca Pola, mentre Rosemary Ramsey e Lia Durante ricostruiscono, rispettivamente, la fortuna critica
d’oltreoceano e le partecipazioni alle Biennali di Venezia. Chiude il catalogo la ricerca di Laura Lorenzoni che, attraverso un ricco epistolario, mette in luce i legami di Consagra con gli
amici artisti e i rapporti con critici, storici dell’arte, collezionisti e direttori di musei europei e americani.

Galleria dello Scudo
Arte Moderna e Contemporanea
via Scudo di Francia 2
I – 37121 Verona
tel. 0039 045 590144 fax 0039 045 8001306
e-mail: info@galleriadelloscudo.com
orario: 9.30 – 13.30 / 15.30 – 19.30
Chiuso la domenica e il lunedì mattina

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