Piemonte: Poche le speranze di ritrovare la guida alpina sepolta da una valanga sui monti del torinese
9 Dicembre 2008
Torino – Le speranze di ritrovarlo in vita sono ormai ridotte al lumicino. Da 36 ore non si hanno più notizie di Marco Capone, la guida alpina travolta dalla valanga che
si è staccata dalle montagne di Bobbio Pellice, nel torinese. Trovato invece il corpo dell’altro disperso, Federico Negri di 44 anni. Era a 200 metri di distanza dal luogo in
cui, ieri, sono stati ritrovati quelli di Walter Rivoira, 44 anni, e Massimo Podio, 42 anni.
Dall’alba soccorso alpino, guardia di finanza e 118 hanno setacciato il canale del Prà. Nelle ricerche si sono alternati 55 tecnici ricercatori, dieci unità cinofile e tre
elicotteri. Il ritrovamento di Negri, esperto di montagne e autore di libri sulla materia, è avvenuto dopo le dieci. Di Capone, che si era trasferito dieci anni fa in Piemonte
per diventare una guida alpina, nessuna traccia.
Una squadra di sci-alpinisti lo cercherà ancora a sera, sfidando il buio e la temperatura sotto lo zero. Poi le ricerche riprenderanno domani mattina, ma solo se le condizioni
meteo lo consentiranno: sulle Alpi piemontesi è infatti attesa, secondo le previsioni, una nuova perturbazione che porterà altra neve fresca. Proprio la neve, tanto
abbondante in questo inizio di stagione invernale, e il vento sono state le cause della tragedia.
“Mio figlio era drogato di montagna. Gli avevo chiesto di smettere, ma lui non mi voleva ascoltare”, dice Renato, papà di Federico Negri. “E’ probabile che l’emozione della
montagna – aggiunge la sorella della vittima, Raffaella – e la voglia di superare se stesso siano stati più forti della prudenza e più forti dell’amore che aveva per la
moglie e i tre figli che lascia”.
Ansa.it per NEWSFOOD.com





