Piemonte: Per Forza Italia la sinistra strumentalizza il tema del Lodo Alfano

Torino: “La corruzione non coinvolge solo la classe politica ma tutti i settori della società civile: è un problema che va affrontato insieme, ripartendo
dalla questione morale, senza bandire la clava del referendum come strumento di lotta contro l’avversario politico”.

Così ha affermato il consigliere regionale di Forza Italia, Giampiero Leo, intervenendo in aula durante la discussione sulla proposta del centrosinistra di referendum abrogativo
della legge 124/08, il cosiddetto lodo Alfano.

“Sarebbe auspicabile compiere un importante passo in avanti di civiltà – ha proseguito l’esponente azzurro – ponendo l’obiettivo di moralizzare non
solo la politica ma la società nel suo complesso. Ciò può avvenire perseguendo l’onestà dei comportamenti a livello individuale, ma anche attraverso
una reazione morale collettiva e una trasparenza di azione da parte di quella parte di classe politica che crede ancora nel valore della questione morale”.

Sul tema è intervenuto anche il vicecapogruppo di Forza Italia, Luca Pedrale, sollecitando soprattutto una “riforma della giustizia italiana che favorisca
l’imparzialità e l’indipendenza di giudizio della magistratura. Quanto alla politica è necessario recuperare la passione ideale all’interno dei partiti,
riscoprendo l’importanza delle elezioni primarie come sistema per creare un sistema di militanti e dirigenti competenti ed appassionati”.

“Affermare che il lodo Alfano preveda l’esclusione di responsabilità penale per le quattro cariche più elevate dello Stato è scorretto poiché in
realtà il testo di legge stabilisce solo la sospensione temporanea dei procedimenti in corso – ha proseguito il consigliere Ugo Cavallera. “Mi domando quanto sia
opportuno ora impugnare un testo di legge che dà vita a una nuova disciplina calibrata sulla base delle indicazioni della Corte costituzionale stessa. Mi stupisco del fatto che
la sinistra piemontese preferisca assumere una posizione massimalista e ideologica, invece di scegliere la via del confronto democratico e della convergenza, attraverso i meccanismi
parlamentari”.

“Il centrosinistra si erge a difensore dell’indipendenza della magistratura, sollecitando la distinzione fra politici e giudici – ha commentato il consigliere Alberto
Cirio – ma è proprio questa parte politica a voler farsi giudice, nella misura in cui taccia di incostituzionalità il lodo Alfano. Si tratta di un compito che spetta
esclusivamente alla Corte Costituzionale e solo al suo insindacabile giudizio occorrerà eventualmente uniformarsi”.

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