Pensione negata: più di 200 mila persone costrette a rimanere al lavoro

Un vero atto d’ingiustizia, dall’inizio dell’anno ad oggi a più di 200 mila persone è stata negata la pensione e sono state costrette a rimanere al lavoro.

Motivo: l’introduzione delle «finestre d’accesso» anche per le pensioni di vecchiaia. Un «giro di vite» deciso alla fine dello scorso anno che ha portato nelle casse
pubbliche poco più di 220 milioni di euro che, tuttavia, non risolvono il problema del risanamento previdenziale, ma che evidenzia ancora una volta una disposizione legislativa
inaccettabile e vessatoria con la quale si nasconde un aumento dell’età pensionabile.

Una misura contro la quale l’Inac, il patronato promosso dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori, si è mobilitato in tutto il territorio nazionale chiedendo ai cittadini di firmare
una Petizione popolare con la quale si vuole abolire le «finestre d’accesso» per le pensioni di vecchiaia, garantendo a chi ha raggiunto i 60 anni (donne) e i 65 (uomini) di poter
andare in quiescenza, come per il passato, a decorrere dal mese successivo dal compimento dell’età pensionabile.

Una mobilitazione, quella del Patronato dell’Inac, che si è sviluppata oggi in tutta Italia attraverso l’iniziativa «Inac in piazza» che quest’anno è giunta alla
seconda edizione e che ha visto centinaia di operatori fornire risposte e chiarimenti alla migliaia di cittadini che si sono recati presso gli stand e i gazebo allestiti in tutte le province
italiane dall’Inac.
La Petizione popolare dell’Inac ha, quindi, lo scopo di ristabilire quell’equità che dal primo gennaio 2008 è stata stravolta da un provvedimento punitivo nei confronti di
migliaia di persone che, pur raggiungendo i limiti di pensione di vecchiaia, devono ritardare anche di sei mesi la loro uscita dall’attività lavorativa.
L’Inac propone, dunque, l’immediata abolizione delle «finestre» per le pensioni di vecchiaia e il ripristino di una norma più giusta che consenta ai cittadini la scelta,
libera e non vincolata da assurde misure restrittive, di andare in pensione.

La raccolta delle firme per la Petizione popolare dell’Inac proseguirà anche nelle prossime settimane e verrà presentata al più presto a governo e a tutte le forze
politiche in modo che si ripristini in tempi rapidi la precedente normativa, scongiurando così tensioni e comprensibile malcontento tra i cittadini.

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