Patto per lo sviluppo in Piemonte

Torino – Il Patto per lo sviluppo che la Giunta Bresso ha proposto alle parti sociali deve essere discusso e vagliato in sede di Commissione Attività Produttive a palazzo
Lascaris, lo chiede Caterina Ferrero, consigliere regionale di Forza Italia, che ha inviato una lettera in tal senso al presidente della VII Commissione regionale.

«Se questo è il documento di concertazione strategica regionale – dice Ferrero – come pomposamente la Giunta lo definisce, allora il Consiglio, che ha la primaria competenza in
materia di programmazione, non può essere escluso dalla fase di elaborazione del documento. Tra l’altro, a partire dalla tassazione, dalla progressività dell’Irpef, al federalismo
fiscale fino agli interventi sulle politiche per il lavoro e le attività produttive, l’accordo riguarderebbe in gran parte attività che senza l’avallo del Consiglio non potranno
mai essere messe in atto. Invito anche i colleghi di maggioranza a ribellarsi alla sudditanza nei confronti della Giunta che, oltre ai poteri di cui dispone, cerca di espropriare anche quelli
dell’assemblea».

Ferrero si sofferma poi sulle obiezioni che dalle associazioni imprenditoriali sono pervenute alla bozza elaborata dalla Giunta, convenendo che «Bresso ha dimostrato davvero poco
interesse verso il mondo dell’impresa, preferendo rifugiarsi nell’assistenzialismo. Emblematico al riguardo è l’articolo della finanziaria, di cui si chiede l’approvazione, che prevede
sussidi ai lavoratori «a rischio disoccupazione». A parte il fatto che non capisco bene cosa significhi, mi sembra che il miglior modo di aiutare i lavoratori non sia di dare
sussidi ma di creare le condizioni per lo sviluppo, in modo da conservare e possibilmente aumentare i posti di lavoro».

L’esponente azzurra sottolinea che «la precedente Giunta aveva lasciato in eredità il Testo unico dell’Industria, un ottimo strumento legislativo, dotato di flessibilità,
che offre all’esecutivo tutte le possibilità di intervenire in modo tempestivo. Nulla di tutto ciò è stato fatto, e giustamente il sistema imprenditoriale oggi si rende
conto di quanto siano lontane le politiche della Giunta Bresso rispetto alle reali esigenze. Così, ironia della sorte, proprio chi ha teorizzato la concertazione non riesce a chiudere il
patto, che era ritenuto una priorità quando siamo ben oltre metà legislatura».

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