Partenariato internazionale rafforza la ricerca sulla malaria

La collaborazione internazionale nella lotta contro la malaria sarà favorevolmente incentivata grazie a un nuovo accordo tra la Rete australiana per la ricerca parassitologica e la rete
di eccellenza UE sulla Biologia e patologia del parassita della malaria (BioMalPar).

Nell’ambito del nuovo protocollo d’intesa, le due reti uniranno le forze per formare la più ampia rete globale di scienziati di prestigio mai creata al fine di stabilire la base
scientifica per la prevenzione e il nuovo trattamento della malaria, malattia infettiva a trasmissione vettoriale.

Secondo il professor Nick Smith, coordinatore della rete e ricercatore capo presso l’Istituto per la biotecnologia delle malattie infettive dell’Università di tecnologia di Sydney (UTS),
quest’alleanza promuoverà la collaborazione tra singoli scienziati e gruppi di ricerca. «Ne scaturirà altresì un maggiore coordinamento dei pertinenti programmi di
ricerca avviati dall’Unione europea e dai governi australiani nel tentativo di sconfiggere la malaria», ha dichiarato.

«Inoltre, permetteremo ai nostri scienziati di operare in stretto contatto e collaborazione con esperti di malaria di oltre 10 paesi UE, che insieme costituiranno un efficacissimo gruppo
di ricercatori sulla malaria», ha aggiunto il professore.

La malaria è una malattia parassitaria che costituisce un importante problema di salute pubblica in oltre 90 paesi abitati da circa 2 miliardi e 400 milioni di persone (pari al 40% della
popolazione mondiale). Si stima che provochi fino a 500 milioni di casi clinici e oltre un milione di decessi l’anno, la maggior parte dei quali tra neonati, bambini al di sotto dei cinque anni
di età e donne incinte.

Solo in Africa, la malaria è la principale causa di morte tra i bambini in tenera età, poiché ne uccide uno ogni 30 secondi. Oggi la malaria si sta diffondendo anche in
nuove aree, come l’Asia centrale e l’Europa orientale e ora questa malattia provoca più vittime di quante ne mietesse 30 anni fa. Tra i fattori che contribuiscono all’innalzamento della
mortalità figura la diffusione di parassiti resistenti ai farmaci e di zanzare resistenti agli insetticidi.

I recenti successi ottenuti nella caratterizzazione genomica dei parassiti malarici Plasmodium sp., della zanzara vettore e dell’ospite umano stanno ora fornendo ai ricercatori
l’opportunità di sviluppare nuove strategie per controllare la malaria. Tuttavia, l’entità e la complessità di questo compito richiedono uno sforzo globale comune che
nessuna singola organizzazione di ricerca può compiere da sola.

La rete di eccellenza (NoE) BioMalPar, che ha una durata di cinque anni ed è sostenuta dalla Commissione europea a titolo dell’area tematica «Scienze della vita per la
salute» del Sesto programma quadro (6°PQ), e la Rete australiana per la ricerca parassitologica, hanno deciso di allineare i loro sforzi di ricerca.

Obiettivo di BioMalPar è integrare le numerose e frammentarie capacità e competenze europee nel campo della malaria in un’unica e coerente rete di eccellenza, al fine di lavorare
sulla biologia molecolare e cellulare della malaria. Della rete di eccellenza fanno parte 19 istituti di ricerca e università di otto paesi europei nonché cinque partner africani
(Mali, Sudan, Uganda, Camerun e Nigeria) e un partner indiano, tutti provenienti da regioni in cui la malaria è endemica. Il futuro collegamento in rete a questo livello prevedrà
la partecipazione di importanti gruppi di ricerca australiani sulla malaria.

Uno degli obiettivi della rete di eccellenza BioMalPar è decifrare i meccanismi di base della patogenesi e i percorsi cruciali specifici dei parassiti. Poiché la ricerca
molecolare dischiude nuove prospettive nell’analisi degli ospiti e del vettore, la rete intende favorire la nascita di tecnologie e molecole nuove che costituiscano nuovi obiettivi per le
strategie di intervento. L’impostazione scientifica della rete BioMalPar coincide perfettamente con l’orientamento di ricerca della Rete australiana per la ricerca parassitologica, che integra
questa cooperazione nella sua sezione «Approcci molecolari alla malaria», consentendo così di compiere validi sforzi comuni per affrontare i problemi d’attualità
più urgenti nel campo della ricerca sulla malaria.

Nell’ambito del protocollo d’intesa sottoscritto di recente, europei e australiani rafforzeranno la loro cooperazione attraverso una serie di azioni concrete, tra cui progetti comuni di
ricerca, coordinamento di riunioni, scambi di studenti e scienziati senior e piattaforme tecnologiche comuni. Tali iniziative dovrebbero imprimere ulteriore slancio alla promozione della
cooperazione globale su questioni fondamentali nell’ambito della ricerca sulla malaria. Si spera che successivamente altri attori globali aderiscano a questo sforzo comune.

Per ulteriori informazioni consultare:

BioMalPar
http://www.biomalpar.org/

Rete per la ricerca parassitologica ARC/NHMRC
https://www.parasite.org.au/arcnet/

OMS – Malaria
https://www.who.int/topics/malaria/en/

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