Nuovo incarico europeo per il presidente della Toscana
19 Febbraio 2008
Firenze – Avvio dell’attuazione della nuova architettura istituzionale europea scaturita dal Trattato di Lisbona e semplificazione della normativa comunitaria sulla base del
riconoscimento delle prerogative delle autorità regionali e locali; collaborazione alla gestione dei flussi migratori e delle condizioni di accoglienza; contributo degli enti regionali e
locali alla tutela dei diritti fondamentali e alla lotta contro il terrorismo: sono questi i punti sui quali il presidente della Commissione affari costituzionali del Comitato delle Regioni, il
presidente della Regione Toscana, intende concentrare la propria attività nel primo dei due anni del mandato che oggi gli è stato conferito. La commissione ha il compito di
produrre pareri, obbligatori o di iniziativa ma non vincolanti, sulle proposte legislative europee in materia istituzionale che passano poi all’esame della plenaria.
Il presidente della Toscana orienterà il lavoro della Commissione a tradurre nei fatti il ruolo più incisivo che il nuovo Trattato assegna alle Regioni e ad accompagnarne il
processo di ratifica. Uno dei primi pareri che la commissione produrrà servirà a chiarire il profilo del Comitato delle Regioni nella nuova architettura comunitaria. La
commissione lavorerà anche per migliorare la normativa europea sulla base delle raccomandazioni già formulate dal Comitato e attribuendo importanza prioritaria al rispetto dei
ruoli regionali e locali già nel Trattato in vigore, ma tenendo conto soprattutto del nuovo dispositivo previsto dal Trattato di Lisbona.
Ma nel 2008 la commissione dedicherà ampia parte del suo lavoro alla politica di immigrazione, integrazione ed asilo, alla tutela dei diritti fondamentali e alla lotta al terrorismo.
Particolare attenzione sarà dedicata alla migrazione dei lavoratori, al sostegno della migrazione circolare e alla promozione dell’istruzione e dell’integrazione dei migranti.
L’attività della commissione si concentrerà sui flussi migratori, a partire dalle condizioni di accoglienza e dalla lotta contro il traffico di esseri umani e l’immigrazione
illegale. La commissione si pronuncerà sui sistemi di ingresso e uscita e su altri strumenti di gestione delle frontiere.
Nel primo semestre del 2008 un secondo parere sarà dedicato alla situazione degli immigrati altamente qualificati e dei lavoratori di paesi terzi che si trovano in una situazione di
irregolarità, soffermandosi in particolare sull’introduzione di sanzioni volte a limitarne l’immigrazione illegale e lo sfruttamento. Una particolare riflessione sarà dedicata
anche alla situazione degli immigrati stagionali provenienti dai paesi terzi. La commissione intende anche dar vita ad un meccanismo per verificare il seguito dei pareri del Comitato delle
Regioni sull’immigrazione, in modo da assicurare così la partecipazione delle Regioni al processo legislativo, soprattutto nella fase preliminare e nella fase di valutazione dei
risultati. La commissione cercherà anche di garantire maggiore visibilità all’azione degli enti regionali e locali, proponendo di ospitare il prossimo Forum sull’integrazione.
In occasione della promulgazione della Carta dei diritti fondamentali, prevista nel corso dell’anno, la commissione s’impegnerà a far sì che nel dibattito europeo si tenga conto
del concetto della tutela a più livelli dei diritti fondamentali, dimostrando così il contributo che potranno dare regioni ed enti locali. Su questo tema verrà presentato
un terzo parere sui diritti fondamentali e di cittadinanza.
Infine il neopresidente dedicherà particolare attenzione alle misure della Commissione europea per innalzare il livello di sicurezza e combattere il terrorismo: in questo campo è
previsto un quarto parere sulle misure antiterrorismo di competenza degli enti locali e regionali.
Paolo Ranfagni




