Non più mercati nei centri storici piemontesi?

C’è il concreto rischio che qualche soprintendenza ai beni artistici e monumentali imponga di non effettuare più il mercato ambulante nei centri storici piemontesi, a denunciarlo
è Pietro Francesco Toselli, consigliere regionale di Forza Italia, dopo che il ministro Francesco Rutelli ha recentemente emanato una direttiva alle direzioni regionali e soprintendenze
perché vigilino più severamente sull’utilizzazione dei centri storici per le attività commerciali.

“Leggendo la circolare di Rutelli – dice l’esponente azzurro – ho appreso che il commercio ambulante viene visto come un vero e proprio nemico dei centri storici! Non c’è alcuna
consapevolezza da parte del ministro che proprio questa tipologia commerciale è nata nei centri storici, per evidenti motivi di comodità dei cittadini, ed è legata a doppio
filo alla vivacità e vivibilità dei nuclei centrali delle nostre città. Già i centri commerciali e gli iper vengono costruiti, per evidenti ragioni di
viabilità, nelle estreme periferie. Dobbiamo pensare anche di organizzare i mercati ambulanti in piena campagna? Lasciando così deserti i centri città?.

La direttiva del ministero ai beni e attività culturali prende le mosse dalla considerazione che “si è dovuta constatare una situazione di crescente e grande degrado urbano a
causa della crescita del fenomeno del commercio ambulante”, e prosegue annotando che “nella maggior parte dei casi l’esercizio dell’ambulantato è privo di qualsiasi legame effettivo e
giustificabile con il contesto culturale e archeologico in cui si colloca, sì da pregiudicare fortemente il decoro urbano e da alterare seriamente la corretta fruizione del patrimonio”.

“Affermazioni categoriche – dice Toselli – che non trovano riscontro nelle nostre zone, ma che portano la richiesta alla soprintendenza ad agire più severamente nella cosiddetta tenuta
dal patrimonio. Mi chiedo se questi signori si sono mai chiesti quali realtà economiche, i posti di lavoro che ci sono dietro a ogni mercato, con centinaia di banchi. Ora il ministro
parla apertamente della necessità di ridimensionare l’attività commerciale nei centri storici. Spero che da parte dei Comuni ci sia una giusta tutela delle proprie competenze, ma
anche la rivendicazione delle esigenze economiche, che sono completamente ignorate in questa direttiva”.

Il documento invita pressantemente le soprintendenze ad attivarsi presso i Comuni con l’obiettivo della “riqualificazione delle aree urbane anche attraverso una complessiva rivisitazione del
contesto autorizzativo”, ordinando alle stesse soprintendenze di riferire al ministro, entro trenta giorni delle iniziative assunte.
“Voglio sapere cosa ne pensa la Regione- conclude Toselli, che ha presentato un’interrogazione alla Giunta – dal momento che questa iniziativa di Rutelli confligge con tutte le iniziative
avviate in questi anni di potenziamento dei centri commerciali naturali, integrando commercio fisso e ambulante, con investimenti e attività che sono stati considerati d’esempio anche a
livello internazionale”.

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