Non partire per il Kenya, l'Adoc suggerisce di chiedere il cambio del viaggio

FARNESINA – «A seguito della proclamazione dei risultati delle elezioni presidenziali, la situazione politica rimane instabile in tutto il Paese con manifestazioni e disordini in
varie località, incluse Nairobi e Mombasa, accompagnati da violenti scontri con le forze dell’ordine che hanno provocato alcune vittime», si legge nell’avviso del Ministero degli
esteri italiano.

«Ai connazionali già presenti nel Paese si consiglia di tenersi lontani dai luoghi di assembramento, informandosi anche tramite la stampa o i gestori di alberghi e resort sulle
manifestazioni programmate durante il soggiorno in Kenya. Si raccomanda inoltre di assumere informazioni sull’accessibilità delle vie di comunicazione da e per gli aeroporti, che
può variare di momento in momento». Inoltre, si legge sempre nel sito del Ministero «a seguito degli ultimi sviluppi in Somalia, le Autorità keniote continuano a
tenere chiusa la frontiera tra il Kenya e la Somalia. Gli attentati avvenuti in vari Paesi del mondo rendono opportuno mantenere elevata vigilanza in considerazione di un possibile rischio di
atti di natura terroristica, suscettibile peraltro di verificarsi ormai ovunque, anche ai danni di istituzioni o strutture occidentali (incluse quelle turistiche). In considerazione della
vicinanza geografica alla Somalia e della porosità della frontiera comune, si potrebbe determinare per il Kenya una situazione di maggior rischio di azioni terroristiche, quali attentati
e sequestri». Per queste ragioni la Farnesina suggerisce «di aumentare sensibilmente la soglia di attenzione soprattutto nei luoghi pubblici o in aree molto affollate». A
tutto ciò bisogna aggiungere che «si registra nei maggiori centri urbani e nelle località turistiche del Paese (Malindi in particolare e Diani) una recrudescenza della
criminalità comune, in alcuni casi con aggressioni spesso anche a mano armata ai danni degli occidentali. Si raccomanda di non ostentare oggetti di valore quali macchine fotografiche,
gioielli ecc., di non recarsi in quartieri poveri e nei locali mal frequentati delle città, di non passeggiare nelle ore notturne ed in luoghi isolati, di non recarsi nelle zone a
rischio del Paese indicate alla voce «Sicurezza» e di adottare in ogni caso particolare cautela. Nelle località turistiche della costa, si raccomanda di acquisire precise
informazioni sulle case da affittare, con particolare riguardo alla presenza di un servizio di sorveglianza e di personale di servizio affidabile».

ASSOVIAGGI – All’allarme lanciato dalla Farnesina fa eco quello delle imprese del settore. «La cronaca delle ultime ore ha confermato che la situazione è già
grave» in Kenya spiega in una nota l’associazione Assoviaggi della Confesercenti che, rivolgendosi alla responsabile dell’Unità di crisi della Farnesina, Elisabetta Belloni,
sostiene ci siano «tutti gli estremi per definire chiaramente una situazione di rischio per la incolumità degli italiani diretti in Kenya».

ADOC – In queste condizioni è legittimo chiedere il cambio o il rinvio del viaggio o la restituzione di quanto già pagato per chi ha previsto un viaggio nel Paese africano
sconvolto dalle violenze in questo periodo. Non bisogna pagare penali. Infatti è previsto che non vi siano penali nel caso si verifichino eventi di forza maggiore che determinano
l’impossibilità di effettuare il viaggio. In presenza di emergenza sanitaria, politica, eventi naturali (cicloni) e, infine, instabilità dovuta ad atti terroristici, i consumatori
hanno diritto di recedere dal contratto senza preavviso, allorché la vacanza consista nel soggiorno in uno dei Paesi o in una delle località inclusi nella lista del ministero
degli Esteri.
Il turista ha diritto al rimborso totale di quanto già versato senza subire alcuna decurtazione a titolo di penale oppure può optare per un altro pacchetto turistico – in un Paese
non a rischio – di valore uguale o di valore inferiore ma, in quest’ultimo caso, avrà diritto anche al rimborso della differenza. Negli altri casi, ossia quando il Paese di destinazione
non rientri nell’elenco di cui sopra, verranno applicate le normali condizioni di rimborso in caso di recesso o rinuncia.
Dopo la partenza, le modifiche al contratto di viaggio che importino variazioni di una parte essenziale dei servizi prestati, obbligano l’organizzatore ad adeguate soluzioni alternative per
garantire la prosecuzione del viaggio programmato senza che ciò comporti alcun onere in capo al consumatore.
Se nessuna soluzione alternativa è possibile, allora l’organizzatore è tenuto a fornire al turista un mezzo di trasporto equivalente per il ritorno al luogo di partenza o ad altro
luogo convenuto, nonché a restituire al consumatore la differenza tra il costo delle prestazioni previste in contratto e quelle effettuate fino al momento del rientro.
Per quello che riguarda i casi di situazioni di emergenza insorta durante la permanenza dei turisti nei luoghi di vacanza, l’articolo 100 del Codice del consumo prevede un apposito Fondo di
garanzia a tutela dei diritti dei consumatori. Il Fondo, in caso di dissesto finanziario di chi ha organizzato il viaggio o, comunque, lo ha venduto, rimborsa, in tempi abbastanza rapidi, sia
il costo del biglietto sia il costo del rimpatrio in caso di viaggio all’estero.La seconda ipotesi di intervento del Fondo di garanzia è rappresentata dal rimpatrio del consumatore da
Paesi extracomunitari in presenza di situazioni di emergenza che prescindono dal fatto che vi sia, o meno, responsabilità imputabile all’organizzatore. Il Fondo fornisce al più
presto al consumatore le disponibilità economiche per uscire dalla situazione di pericolo e rientrare in Italia.

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