Non esiste grappa a 21°

La grappa sta vivendo un momento di crescita di interesse anche a seguito della recente attribuzione della denominazione geografica a livello europeo (d’ora in poi si parlerà solo di
«grappa» e non ci sarà necessità di specificare «italiana«).

Il mondo della grappa è molto grato ai mezzi di informazione che permettono il diffondersi di una maggiore cultura del prodotto e cerca, attraverso l’Istituto Nazionale Grappa, di
offrire il proprio supporto, anche tecnico, ai giornalisti che scrivono del distillato.

Recentemente alcune testate hanno parlato di «grappa a 21°». L’Istituto Nazionale Grappa tiene a precisare che nella commercializzazione della grappa è prevista per legge
una gradazione minima di 37,5% in volume (per le grappe a indicazione geografica è prevista una gradazione minima non inferiore a 40% in volume). Una bevanda alcolica con gradazione
inferiore non può essere quindi definita «grappa».

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