Noci, spinaci e fagiolini: la dieta “verde” contro asma ed allergie
23 Giugno 2009
La vitamina B9, l’acido folico, è un’aiuto fondamentale per le donne in gravidanza, importantissimo per evitare al nascituro gravi malformazioni come la spina bifida.
Tale vitamina (contenuta in cibi come la verdura, le noci ed i fagiolini) avrebbe anche un altra funzione: ridurre la probabilità di sviluppare asma ed allergie e, nel caso queste siano
già presenti, far diminuire la gravità dei sintomi.
A dirlo, una ricerca del Johns Hopkins Children Center, coordinata dalla dottoressa Elisabeth Matsui e pubblicata ul sito del Journal of Allergy and Clinical Immunology.
I medici americani hanno studiato i dati clinici di 8.000 soggetti dai 2 agli 85 anni.
In particolare, gli scienziati hanno analizzato i valori di folati nel sangue in relazione alla presenza di asma e allergie e, nei pazienti asmatici e allergici, i sintomi e i livelli ematici
di IgE (anticorpi che salgono in risposta agli allergeni cui si è sensibili).
Hanno così potuto scoprire come chi aveva le quantità maggiori di acido folico nel sangue riferiva allergie in minor numero e aveva un rischio inferiore di asma; nei pazienti,
inoltre, garantirsi vitamina B9 a sufficienza implicava meno sintomi e meno IgE in circolo.
Le osservazioni hanno anche evidenziato l’ampiezza della forbice tra i “consumatori” di vitamina B9 e chi non ne faceva uso: chi aveva i folati ai minimi (meno di 8 nanogrammi per millilitro)
ha registrato un rischio di allergia più alto del 31% e una probabilità di asma più elevata del 16% rispetto agli altri; la forbice è risultata ancora più
ampia nel caso dei pazienti, perché poco acido folico implicava un maggior livello di IgE (il 305 in più) una maggior quantità di sintomi (il 40% in più).
Nonostante i risultati positivi ottenuti, la dottoressa Matsui frena eventuali facili entusasiasmi, poiché: “Dobbiamo comprendere i meccanismi dell’effetto protettivo dei folati prima
di poter consigliare alle persone integratori di acido folico per prevenire o curare asma e allergie. Il nostro prossimo passo sarà iniziare, a breve, una sperimentazione in cui un
gruppo di asmatici o allergici riceverà per qualche tempo la vitamina B9 o un placebo”.
Sulla stessa linea di prudenza anche gli esperti italiani.
Antonella Muraro, responsabile del Centro di Riferimento Regionale per lo Studio e la Cura delle Allergie e delle Intolleranze alimentari del Dipartimento di Pediatria dell’Università di
Padova e chairman della Sezione di Pediatria dell’European Academy of Allergology and Clinical Immunology, spiega come: “Per ora ci sono tutti studi osservazionali, come questo appena
pubblicato: studi cioè in cui si è osservata una correlazione fra livelli di folati e prevalenza di allergie, asma e dei sintomi di queste patologie. Del resto non è la
prima volta che si esplora il ruolo di una vitamina in patologie dov’è coinvolto il sistema immunitario. Pare infatti che la vitamina B9 (ma anche la vitamina D) possa modulare la
risposta immune al punto di modificare l’espressione delle malattie con base allergica. Adesso però, prima di dare consigli in merito alla supplementazione di folati, bisognerà
verificare l’ipotesi attraverso studi di intervento”.
In conclusione: un alimentazione che comprenda cibi ricchi di vitamina b9 è utile, ma senza esagerare.
Matteo Clerici





