Niger: un patrimonio riscoperto

Niamey/Roma – Un’indagine innovativa ha svelato un’insospettabile ricchezza del settore agricolo in Niger, uno dei paesi più poveri del mondo; il censimento, il primo conteggio
che sia mai stato fatto del settore agricolo e zootecnico del Niger, ha rivelato che le risorse del paese sono state sinora notevolmente sottovalutate, un dato su tutti: in Niger vi sono oltre
30 milioni di capi di bestiame, 30 per cento in più di quanto supposto in precedenza.

Il 12 novembre scorso i risultati sono stati consegnati al presidente del Niger in persona, Mamadou Tandja, per sottolineare l’importanza che il Niger ha assegnato a questo censimento,
finanziato congiuntamente dal governo nigerino e dall’Unione Europea, rispettivamente con 2.3 e 6.5 milioni di euro.

Ci sono voluti quattro anni per realizzare quest’iniziativa “davvero ambiziosa”, come l’ha definita Paul van Vossen della Delegazione della Commissione Europea. Condotto dalla FAO e dal governo
del Niger, il censimento ha consegnato “un quadro esaustivo ed aggiornato dell’agricoltura e del settore zootecnico del Niger”, ha detto van Vossen.

“Le statistiche sono fondamentali per stimolare la zootecnia e l’agricoltura – due settori essenziali dell’economia del paese – e per contribuire ad invertire il processo di impoverimento della
sua popolazione rurale”, ha aggiunto Maria Helena Semedo, Rappresentante della FAO in Niger.

A bordo di motorini – Ma il compito per gli addetti al censimento non è stato facile, ha ricordato Semedo. “In Niger il bestiame non è stato mai censito prima d’ora, mentre
l’ultima raccolta dati per l’agricoltura risale al 1980”.

In alcuni momenti vi sono stati oltre 500 intervistatori che, a bordo di moto e ciclomotori, hanno attraversato in lungo e largo il paese, grande quasi quanto l’intera Europa Occidentale.

Equipaggiati con sacchi a pelo, impermeabili, zanzariere e bussole, hanno coperto i 700 differenti siti campione in ogni parte del Niger e sottoposto e compilato oltre 125.000
questionari.

Questo ha comportato ovviamente una campagna di comunicazione a tappeto, volta non solo a raggiungere l’opinione pubblica attraverso radio e televisione, ma anche a creare un contatto diretto
con settori specifici della popolazione per persuaderli a collaborare – in particolare i proprietari di bestiame spesso diffidenti.

Carne, latte e irrigazione – L’esistenza di questo patrimonio sconosciuto “indica che il nostro prodotto interno lordo è in effetti del due per cento maggiore di quanto
pensassimo”, ha affermato il Direttore Generale dell’Istituto nazionale di statistica del Niger, Abdoulaye Beidou.

“Il nostro patrimonio zootecnico è quasi il più grande dell’Africa occidentale”, ha aggiunto. “Di conseguenza non abbiamo ragione di dipendere dalle importazioni di latte e
potremmo diventare esportatori di carne”.

Ma il censimento non ha solo sottolineato la potenzialità zootecnica del Niger, ha affermato Ali Doulaye incaricato dell’aspetto agricolo dell’indagine. “Solo il tre per cento delle
nostre terre irrigue è attualmente sfruttato”, ha detto, lanciando un chiaro messaggio: il Niger ha bisogno di rafforzare il proprio settore agricolo.

Questo dimostra che l’incremento dell’agricoltura, in particolare attraverso l’irrigazione, ma anche con fertilizzanti e sementi perfezionate, è tra tutte le questioni la più
impellente poiché, come ha messo in luce il censimento, gli agricoltori del Niger hanno poca terra a disposizione per un’ulteriore espansione.

Innovativo modello di censimento modulare – Il censimento è di particolare interesse anche perchè ha impiegato un innovativo modello modulare. Questo nuovo modello,
sviluppato dalla FAO per il suo censimento mondiale dell’agricoltura 2010, fa sì che le informazioni siano adattate “a misura” delle caratteristiche locali.

“Uno stesso formato non può andar bene per tutti”, ha detto Hiek Som, della Divisione Statistica della FAO. “Per esempio, se si sta esaminando un paese in cui il settore zootecnico non
è importante come in Niger, si può escludere il relativo modulo dall’indagine”.

Rientrato a Niamey il delegato dell’UE, Paul van Vossen ha detto: “Questa ricchezza di informazioni si rivelerà essenziale per tutti coloro che sono coinvolti nello sviluppo rurale del
Niger. La FAO e il governo del Niger sono stati all’altezza di una sfida i cui effetti saranno percepiti per molti anni a venire”.

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